Inizia la sperimentazione

Legumi a chilometro zero: sono spuntati i primi fagioli nel Parco dei Colli di Bergamo

I primi baccelli di fagiolo nano borlotto hanno fatto capolino: 10 aziende agricole partecipano al progetto del Parco per creare una filiera

Legumi a chilometro zero: sono spuntati i primi fagioli nel Parco dei Colli di Bergamo
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I primi baccelli sono spuntati e la coltivazione è entrata nel vivo. Il Parco dei Colli di Bergamo ha avviato ufficialmente la sperimentazione per creare una filiera locale dei legumi, per valorizzare la produzione agricola del territorio, promuovere un’alimentazione sostenibile ed offrire nuove opportunità alle aziende. Il progetto è sostenuto da Fondazione Cariplo, con la partecipazione dell’Amministrazione comunale di Bergamo, la collaborazione del Biodistretto e il coinvolgimento iniziale di dieci realtà agricole.

Varietà scelta: fagiolo nano borlotto

La sperimentazione è arrivata dopo una prima fase dedicata al confronto con gli agricoltori, allo studio delle colture e alla selezione delle varietà più adatte alle caratteristiche del territorio. Tra fave, piselli, ceci, fagioli e lenticchie, la scelta è ricaduta sul fagiolo nano borlotto, che è stato individuato come il più indicato per avviare il progetto.

Le prove, che inizialmente sono state condotte su superfici contenute, serviranno a valutare la resa nei diversi terreni, il lavoro necessario per la coltivazione e la sostenibilità economica della produzione. Dati fondamentali per capire come sviluppare una filiera capace di coniugare qualità alimentare, tutela ambientale e redditività per le aziende.

«La cintura verde di Bergamo e delle aree limitrofi può diventare una risorsa sempre più importante per l’alimentazione delle nostre comunità – ha sottolineato Oscar Locatelli, presidente del Parco dei Colli. – Lo scopo è produrre cibo locale, sano e sostenibile, trasformando la salvaguardia del territorio anche in un’opportunità di lavoro per gli agricoltori».

Dieci aziende coinvolte nella sperimentazione

Il progetto vede interessate dieci aziende alle quali il Parco dei Colli ha fornito gratuitamente le sementi. Nove si trovano nel territorio dell’ente: Frontemura al Monterosso, Aretè a Torre Boldone, Mosaico alla Martinella, Santinelli alla Madonna dei Campi, Alessandro Rubis in Fontana, Fratelli Tomaselli, Pisoni Silvia, Fratelli Colombi a Valbrembo e Giavazzi a Ponteranica.

A loro si aggiunge la Cooperativa Sociale Biplano di Urgnano, coinvolte per estendere le prove anche a terreni di pianura con caratteristiche simili a quelli dei Comuni interessati dall’ampliamento del Parco.

«Siamo partiti dai fagioli, ma altre colture tipiche del nostro territorio potranno essere sviluppate con la collaborazione dei Comuni, delle aziende e delle associazioni di categoria», ha affermato Angelo Colleoni, consigliere del Parco dei Colli. Questo progetto si inserisce in un percorso avviato da circa dieci anni per prestare maggiore attenzione del cibo e alla tutela delle aree agricole periurbane.

Raccolta a ottobre e prossimi passi

La raccolta è attesa per la fine di questo mese di ottobre e permetterà di tracciare un primo bilancio delle coltivazioni. In base questo progetto potrà proseguire con l’acquisizione da parte del Parco dei Colli di un’area di 1,5 ettari, l’estensione delle superfici coltivate ed il coinvolgimento di nuove aziende.

Tra questi aspetti fa approfondire ci sono anche la meccanizzazione delle lavorazioni e l’organizzazione della commercializzazione, passaggi necessari per portare la produzione ad una scala più ampia.

La prospettiva è arrivare progressivamente ad una filiera strutturata, capace di collegare i campi ai consumatori e rafforzare il ruolo dell’agricoltura locale. Un percorso che punta a rendere le aree verdi attorno a Bergamo una risorsa non solo paesaggistica, ma anche produttiva e alimentare.