Una sanità che non si esaurisce nell’ospedale, ma accompagna le persone nei quartieri e prova a intercettare i bisogni prima che diventino emergenze. È la direzione indicata dalle Case di Comunità del Distretto di Bergamo e dalla nuova Casa degli Adolescenti, presentate il 22 ottobre: quest’ultima è pensata per giovani alle prese con difficoltà psicologiche, psichiatriche o disturbi alimentari.
Borgo Palazzo, servizi integrati per tutta la comunità
Attiva dal 2022, la Casa di Comunità di Borgo Palazzo è uno dei punti di riferimento dell’ASST Papa Giovanni XXIII e risponde agli standard del decreto ministeriale 77. Il fulcro è il Punto Unico di Accesso, che orienta i cittadini verso i servizi più appropriati. Offre prelievi, CUP, vaccinazioni e screening, consultorio, cure domiciliari, specialistica, neuropsichiatria infantile, cure palliative, radiologia domiciliare e servizi per dipendenze e disabilità. Operano anche gli infermieri di famiglia e la Centrale Operativa Territoriale, che raccorda ospedale e territorio. È garantita la presenza medica 24 ore su 24 e quella infermieristica per 12 ore al giorno, sette giorni su sette.
Medici, pediatri, infermieri, specialisti, fisioterapisti, psicologi, ostetriche, educatori e altri professionisti lavorano insieme per costruire risposte personalizzate. Nato alla fine dell’Ottocento come Ospedale Neuropsichiatrico e chiuso come manicomio provinciale dopo la legge Basaglia del 1978, il complesso è diventato un polo di servizi territoriali. Il recupero dei padiglioni storici ha interessato facciate, coperture, impianti e accessibilità. Il piazzale antistante la portineria è stato intitolato ad Alberto Giannelli, ultimo primario dell’ospedale psichiatrico, che accompagnò il passaggio verso i servizi di salute mentale sul territorio.
Via Garibaldi, un riferimento per 150mila residenti
È attiva dal 31 marzo la Casa di Comunità di via Garibaldi, ospitata nel rinnovato padiglione Daina. Dispone di 14 ambulatori, sportelli amministrativi e un’area per la continuità assistenziale con ingresso separato. Serve il Distretto di Bergamo, che comprende anche Orio al Serio, Gorle, Ponteranica, Sorisole e Torre Boldone, per circa 150mila residenti. Offre prelievi, assistenza infermieristica, vaccinazioni, ambulatori specialistici e di psicologia, servizi per le dipendenze, radiologia domiciliare, esenzioni e prenotazioni. La presenza medica è garantita 24 ore su 24, con personale infermieristico per 12 ore al giorno. L’intervento è costato 2,8 milioni di euro, finanziati soprattutto dal PNRR e in parte dalla Regione.
Ghirardelli, otto ambulatori e nuovi servizi in arrivo
Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, ha visitato anche la Casa di Comunità di via dei Ghirardelli, nel complesso del Sacro Cuore di Gesù. Sarà un riferimento per Borgo Santa Caterina, Valtesse e Monterosso, con un bacino potenziale di circa 60mila persone. Con 1,6 milioni di euro regionali sono stati riqualificati gli spazi e rimosse le barriere architettoniche. Sono stati realizzati otto ambulatori, spazi di accoglienza e aree per attività sociali e associative. L’attivazione è prevista entro novembre: tra i servizi annunciati, punto prelievi, ambulatorio infermieristico, prevenzione, specialistica, psicologia e accesso alle cure domiciliari.
Casa degli Adolescenti, un’équipe contro il disagio giovanile
La risposta più mirata alle fragilità emergenti è la Casa degli Adolescenti, che accoglierà giovani dai 12 ai 25 anni. I servizi partiranno gradualmente lunedì 26 ottobre. L’équipe comprende neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, educatori, infermieri, psichiatri, tecnici della riabilitazione, assistenti sociali e dietisti. Sono previsti un ambulatorio multidisciplinare per diagnosi e terapie e un centro diurno con attività terapeutiche, educative e laboratoriali. Un’attenzione particolare è riservata ai disturbi del comportamento alimentare, con spazi e percorsi dedicati alla riabilitazione nutrizionale.
Una casa accogliente, tra terapia e socialità
La Casa si trova nel padiglione 11 di Borgo Palazzo, restaurato grazie al finanziamento della famiglia Moscheni e dedicato alla memoria di Tita e Aldo, imprenditori bergamaschi. Gli ambienti sono stati pensati per essere accoglienti e lontani dall’aspetto ospedaliero: al piano terra il centro diurno, con spazi per attività di gruppo, riabilitazione e socialità, sala pasti e palestra; al primo piano gli ambulatori e i locali per i colloqui. Anche il giardino è parte del percorso di cura, luogo per stare all’aperto e incontrarsi. Parte degli arredi è stata donata da Pedrali.
La sfida è arrivare prima dell’emergenza
Le nuove strutture condividono l’obiettivo di integrare competenze sanitarie, sociosanitarie, educative e sociali. La sindaca Elena Carnevali ha richiamato i bisogni crescenti, dalle patologie croniche al disagio giovanile, e l’importanza di servizi accessibili e continui. Bertolaso ha ricordato che le Case di Comunità non sono semplici poliambulatori: devono contribuire a evitare che l’ospedale sia l’unica risposta e, per i ragazzi, aiutare a riconoscere in anticipo i segnali di difficoltà, lavorando con famiglie e scuole. La sfida è trasformare gli spazi rinnovati in luoghi davvero vicini alle persone.