Aveva 90 anni

L’ultimo applauso di Dalmine ad Antonio Scarpanti, una vita dedicata alla musica

Violinista, aveva diretto il corpo musicale di Sforzatica dal 1968 al 2016. L’esibizione al Donizetti accanto a Maria Callas

L’ultimo applauso di Dalmine ad Antonio Scarpanti, una vita dedicata alla musica
Aggiungi Prima Bergamo alle tue fonti preferite

Aveva imparato a tenere un violino tra le mani quando era ancora un bambino e da allora non aveva mai smesso di vivere per la musica. Antonio Scarpanti, scomparso mercoledì 21 ottobre all’età di 90 anni, lascia un segno profondo nella storia musicale di Dalmine e nel cuore delle generazioni che ha accompagnato con il suo talento e il suo insegnamento.

Nato in una famiglia in cui la musica era di casa, aveva ricevuto il primo violino dal padre, stimato violoncellista, a soli cinque anni. Dopo gli studi al conservatorio di Bergamo, aveva proseguito la formazione a Milano con maestri di fama, tra cui Alberto Poltronieri.

Il primo concerto a sette anni, poi il debutto in teatro a 14 con “La Bohème”. A vent’anni era già impegnato in tournée e concerti tra America, Messico e Cuba. Nel 1954 aveva suonato al Teatro Donizetti di Bergamo nella storica rappresentazione della “Lucia di Lammermoor”, accanto a Maria Callas. La sua carriera lo avrebbe portato anche a collaborare con diverse formazioni orchestrali e con musicisti legati al Teatro alla Scala, partecipando alla prima tournée giapponese.

A 26 anni, dopo aver conosciuto Franca, poi diventata sua moglie, aveva scelto di rinunciare alla musica come professione esclusiva, senza mai abbandonarla. Accanto al lavoro nella segreteria scolastica, aveva continuato a suonare, a esibirsi e a trasmettere (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 29 ottobre, o in edizione digitale QUI