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Ecografia negli ambulatori dei medici di base: premiata l’Asst Papa Giovanni

L'iniziativa ha coinvolto finora 56 medici della Bergamasca. Già effettuate oltre 1800 ecografie. Anche nelle valli

Ecografia negli ambulatori dei medici di base: premiata l’Asst Papa Giovanni
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L’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo è tra i vincitori del Premio “Forum Pa Sanità 2026”, promosso da Fpa, società del Gruppo Digital360, per valorizzare le esperienze più innovative del sistema salute italiano.

A ottenere il riconoscimento è il progetto che porta l’ecografia point-of-care (Pocus) direttamente negli ambulatori dei medici di assistenza primaria, trasformandola in uno strumento diagnostico di prossimità integrato nella pratica quotidiana.

Coinvolti 56 medici sul territorio bergamasco

Il progetto ha coinvolto finora 56 medici del territorio bergamasco, comprese ampie aree montane, e ha portato alla realizzazione di oltre 1.800 ecografie.

Nel 68 per cento dei casi, il medico ha potuto gestire direttamente il quesito clinico senza ricorrere a un consulto specialistico di secondo livello. Nei casi successivamente inviati allo specialista, il sospetto diagnostico formulato dal medico di assistenza primaria è stato confermato nel 67 per cento dei casi.

L’elemento innovativo non risiede nell’ecografo in sé, ma nel modello organizzativo costruito per integrarne l’utilizzo nelle cure primarie.

Il progetto combina un accordo aziendale con le rappresentanze della medicina generale, un percorso formativo teorico-pratico di 24 ore accreditato Ecm, la dotazione personale dello strumento da parte dei medici aderenti e un sistema di monitoraggio trimestrale dell’attività e della concordanza diagnostica.

«La sfida oggi è trasformare l’innovazione in modelli di cura concreti e replicabili – ha dichiarato Gianni Dominici, amministratore delegato di Fpa -. È il lavoro che portiamo avanti con Forum Pa Sanità, mettendo in connessione istituzioni, aziende sanitarie e imprese innovative. Il progetto sviluppato dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo dimostra che questa trasformazione è già in atto e può migliorare davvero la qualità dei servizi, promuovendo modelli di cura integrati sul territorio bergamasco, che riducono la necessità di ricorrere costantemente agli specialisti».