Aprire un’associazione nasce da un’idea condivisa: organizzare attività culturali, sportive, sociali o iniziative rivolte a una comunità. Nel momento in cui il progetto prende forma, però, subentrano oltremodo decisioni concrete su statuto, gestione, risorse e responsabilità. Ecco alcuni consigli.
Come si definisce un’associazione
Un’associazione nasce dall’accordo tra più persone che decidono di perseguire uno scopo comune attraverso una struttura organizzata. Il primo passaggio consiste quindi nel chiarire le finalità dell’ente e definire le regole che guideranno la sua attività. L’atto costitutivo e lo statuto stabiliscono gli elementi primari quali denominazione, sede, scopi, modalità di adesione degli associati, funzionamento degli organi e gestione delle risorse.
La forma scelta è determinante se l’associazione intende entrare nel Terzo Settore. Il Codice del Terzo Settore individua infatti diverse categorie di enti, tra cui organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e associazioni riconosciute o non riconosciute che svolgono attività di interesse generale e perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Per acquisire la qualifica di ETS occorre l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Gestione delle associazioni
Una volta costituita, l’associazione deve mantenere nel tempo un’organizzazione coerente con il proprio statuto e con la normativa applicabile. In una struttura piccola queste attività possono inizialmente sembrare facili da seguire. Ma quando aumentano soci, iniziative e movimenti economici, invece, le informazioni rischiano di distribuirsi tra fogli di calcolo, cartelle condivise, email e documenti cartacei. L’ideale sarebbe di provare un gestionale per associazioni gratis per semplificare il lavoro e organizzarlo correttamente così da avere a disposizione in unico ambiente anagrafiche degli associati, quote, scadenze, documentazione e attività amministrative. Lo strumento non sostituisce le responsabilità di chi amministra l’ente, ma aiuta a organizzare le informazioni e a recuperarle quando servono.
Requisiti basilari per aprire una associazione in Italia
Non esiste un unico percorso valido per qualsiasi associazione: forma giuridica, finalità e attività svolte determinano gli adempimenti successivi. In linea generale, chi vuole avviare un’associazione dovrebbe:
- definire lo scopo dell’associazione, chiarendo le finalità e le attività che si intendono svolgere;
- predisporre atto costitutivo e statuto, indicando le regole fondamentali dell’organizzazione e della partecipazione degli associati;
- individuare sede e organi dell’associazione, stabilendo responsabilità e modalità di funzionamento secondo quanto previsto dallo statuto;
- richiedere il codice fiscale, necessario per identificare l’ente nei rapporti con l’amministrazione finanziaria;
- registrare gli atti quando previsto, verificando gli adempimenti fiscali legati alla costituzione;
- valutare l’iscrizione al RUNTS, se l’associazione possiede i requisiti per assumere la qualifica di Ente del Terzo Settore e intende accedere al relativo regime;
- organizzare fin dall’inizio la gestione amministrativa, predisponendo procedure per documenti, entrate, uscite, associati e scadenze.
Per un’associazione che vuole operare nel Terzo Settore, l’iscrizione al RUNTS è prioritaria: il Registro è pubblico e l’iscrizione offre l’acquisizione della qualifica di ETS secondo le condizioni previste dal Codice. Le procedure richiedono la presentazione della documentazione prevista e, nei casi stabiliti, possono coinvolgere anche un notaio. La costituzione, quindi, segna soltanto l’inizio, ed è proprio nella quotidianità che un progetto associativo passa dall’idea iniziale a una realtà strutturata.