La sfida delle terapie

Raccolta fondi per il piccolo Noah Trambaglio: una terapia a Panama

La diagnosi è arrivata nel settembre 2025. Ora la famiglia cerca aiuto per affrontare i costi di un nuovo percorso terapeutico

Raccolta fondi per il piccolo Noah Trambaglio: una terapia a Panama
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È stata attivata una raccolta fondi per sostenere le terapie e offrire nuove opportunità a Noah Trambaglio, bimbo di 3 anni di Spirano. Dopo la diagnosi di autismo di livello 3, arrivata a settembre dell’anno scorso, i genitori Martina Resmini e Mosé Trambaglio hanno deciso di chiedere aiuto per affrontare i costi di un nuovo trattamento con cellule staminali, che vorrebbero intraprendere a Panama tra gennaio e marzo 2027.

La diagnosi a due anni

Come è stato riferito dai colleghi di PrimaTreviglio Noah è nato il 16 agosto 2023 ed è l’ultimo di tre figli della coppia dopo Ian (10 anni) ed Ethan (6 anni). Però fin dai primi mesi i genitori avevano notato alcune difficoltà nello sviluppo del piccolo: il bambino non reagiva al richiamo del nome, interagiva poco e presentava movimenti ripetitivi delle mani. Con il passare del tempo, le tappe dello sviluppo attese non arrivavano e la famiglia ha iniziato un percorso di visite ed esami.

La diagnosi ufficiale è arrivata il 4 settembre 2025, quando Noah aveva solamente due anni: «All’epoca il suo sviluppo era stato paragonato a quello di un bambino di circa 8 mesi» – ha raccontato mamma Martina.

Purtroppo l’autismo di livello 3 comporta importanti necessità di supporto nella comunicazione, nelle interazioni quotidiane e nella gestione dei comportamenti. Una condizione che incide profondamente sulla vita del bimbo e sull’organizzazione familiare.

Le difficoltà quotidiane e il sostegno necessario

La gestione di Noah richiede un impegno costante, anche per garantire le attenzioni necessarie agli altri due figli. Il bambino ha iniziato a frequentare l’asilo, ma la necessità di un’assistenza continua gli permette di restare solamente poche ore.

«Il sistema non è pronto per gestire bambini come mio figlio Noah, siamo ancora molto indietro. Per fortuna ci sono le ore di terapia che, anche se poche, ci aiutano molto» – ha spiegato Mosè, padre del piccolo.

Di fronte alle difficoltà la famiglia ha cercato informazioni e si è confrontata con altri genitori che vivono esperienze simili. Proprio attraverso le testimonianze raccolte è venuta a conoscenza di un trattamento con cellule staminali effettuato all’estero.

I primi risultati e il progetto per Panama

Dopo essersi informati, Martina e Mosé sono riusciti a far sottoporre il figlioletto Noah ad una nuova infusione. Secondo quanto riferito dai genitori, nelle settimane seguenti avrebbero iniziato a mantenere il contatto visivo, a rispondere quando veniva chiamato per nome e a dormire durante la notte.

Questi progressi hanno spinto la coppia a cercare un centro adatto ad un nuovo percorso. La spesa prevista è di 14.109 euro, alloggio compreso, a cui si aggiungono circa 3mila euro o più per i voli. Una cifra impegnativa per la famiglia, che ha già sostenuto i costi della prima infusione.

La raccolta fondi per sostenere Noah

Per affrontare queste nuove spese, i genitori del piccolo hanno avviato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, rivolgendo un appello a chiunque voglia contribuire: «Chi vuole, chi può, può sostenere Noah in questa battaglia e consentirgli di viver la miglior vita possibile» – ha detto la mamma di Noah.

Come anticipato prima questa raccolta fondi è disponibile su GoFundMe.it con il titolo “La speranza nelle staminali: aiutiamo Noah a volare a Panama”.