Questione sicurezza

Rimpatriato l’uomo che l’aveva aggredita. Ma l’edicolante di largo Belotti non si fida

«Già la scorsa primavera, dopo le mie ripetute denunce, mi avevano rassicurato: lo abbiamo mandato via. Poi, dopo due o tre giorni, sono uscita e me lo sono ritrovato di nuovo davanti»

Rimpatriato l’uomo che l’aveva aggredita. Ma l’edicolante di largo Belotti non si fida
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«Quando ho letto la notizia, sono stata male. Me l’hanno anche segnalata in tanti, pensando sarei stata felice, ma non è così. La verità è che non mi fido. E mi dispiace tantissimo dirlo».

Shirlen Villarroel è una donna schietta, e lo conferma anche in questo caso. Nei giorni scorsi, la Questura di Bergamo ha reso noto di aver rimpatriato due cittadini pakistani, irregolarmente soggiornanti in Italia. Uno dei due era l’uomo che nei mesi scorsi aveva ripetutamente aggredito proprio lei, edicolante di largo Belotti. Per questo sarebbe stato legittimo attendersi un sorriso, da parte di Villarroel, alla lettura della notizia. E invece…

«Già la scorsa primavera, dopo le mie ripetute denunce, le forze dell’ordine mi avevano rassicurato: lo abbiamo mandato via. Ero davvero contenta. Poi, dopo due o tre giorni, sono uscita e me lo sono ritrovato di nuovo davanti. Ci ero rimasta malissimo», racconta Villarroel.

In realtà, come spiega la Questura, l’uomo era stato collocato in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in esecuzione del provvedimento espulsivo emesso dal prefetto. Ora il pakistano è stato accompagnato, insieme a un connazionale, all’aeroporto di Roma Fiumicino e imbarcato su un volo charter ministeriale. Insomma, è andato via davvero.

«Lo spero – dice l’edicolante -. Ma purtroppo ormai la mia fiducia è ai minimi. Io continuo a venire qui a lavoro e, nonostante le continue segnalazioni, continuo a ritrovarmi persone dietro l’edicola che urinano, che stanno lì, che si avvicinano a chiedermi un euro per il caffè. Non riesco più a vivere tutto questo con serenità dopo quello che è successo. Per carità, saranno anche brave persone, probabilmente sono in difficoltà, ma per me è diventato faticoso. È difficile anche se è un lavoro che mi piace. A un certo punto perdi la fiducia. Non ti senti più tranquilla e non riesci a fidarti di chi dovrebbe tutelarti. Magari qualcuno dirà che sto esagerando, ma è quello che provo».