Il castello apre le porte: tra vigne, storia e solidarietà il vino diventa racconto del territorio. Un luogo solitamente lontano dagli sguardi del pubblico ha aperto eccezionalmente le proprie porte per raccontare una storia di tradizioni e impegno sociale.
Il castello della famiglia Carnazzi, sulle colline tra Mozzo e Bergamo, storicamente noto come Castel Presati, ha ospitato un incontro promosso con la cooperativa sociale Oikos.
La storica tinaia e i vigneti sono diventati uno spazio di incontro e degustazione, con protagonista il “Rosa del Ronco”, rosato biologico da uve Franconia in purezza.
L’avvocato Carnazzi ha ripercorso la storia familiare legata all’agricoltura. Un tempo le terre erano lavorate da famiglie di mezzadri e producevano quanto necessario alla vita quotidiana. Durante la guerra, latte, formaggi, legna e prodotti della terra erano risorse preziose. Esisteva persino una «frasca», dove trovare vino, pane e salame.
L’incontro con Oikos ha dato nuova prospettiva ai vigneti. Dopo l’impianto del Petit Verdot nel 2009, dal 2017 altri appezzamenti sono stati ripiantati. Oggi attorno al castello si estendono circa due ettari e mezzo coltivati con Merlot, Syrah, Petit Verdot e Franconia.
La visita è proseguita nella vecchia tinaia, dove un tempo i contadini arrivavano con le gerle colme d’uva da scaricare nei grandi tini di legno. «Noi bambini venivamo qui a pestare l’uva», ha ricordato Carnazzi, mostrando alcune attrezzature storiche, tra cui una brentina per trasportare il vino in cantina.
Con gli anni, il legno (…)