Campionato di A

Rugby Bergamo, domenica derby attesissimo con i bresciani del Rovato

La squadra bergamasca reduce da una vittoria netta e una sconfitta di misura. Il coach Schipani: «Serviranno intensità e coesione»

Rugby Bergamo, domenica derby attesissimo con i bresciani del Rovato
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Domenica 1 novembre alle 14.30, nell’impianto cittadino dello Sghirlanzoni, in via della Presolana, la prima squadra del Rugby Bergamo 1950 torna in campo per la terza giornata del campionato di A.

Ospite, in un derby sentito da giocatori e tifosi, i bresciani del Rugby Rovato.

Dopo due giornate, Bergamo ha sei punti in classifica. Conquistati con la rotonda vittoria casalinga da cinque punti, per 32-23, nella prima giornata contro Monferrato e la sconfitta di misura, che vale comunque un punto, domenica scorsa per 28-23 a Lecco.

“Ci aspetta una partita di grande intensità – spiega l’head coach dei bergamaschi Roberto Schipani – contro una squadra come Rovato molto preparata, che ha dimostrato di saper restare dentro il match e reagire anche nei momenti più difficili. Per affrontarla dovremo mettere in campo una prestazione completa, fatta di coraggio, organizzazione e continuità per tutti gli ottanta minuti».

«Vogliamo essere più aggressivi nella salita difensiva, togliere spazio e tempo al Rovato e guadagnare campo insieme, con una pressione ordinata e disciplinata. Quando avremo il pallone, sarà importante attaccare la linea con decisione, sostenerci con velocità e mantenere il gioco vivo oltre il primo contatto. Le fasi statiche e il lavoro collettivo saranno altrettanto importanti: dovremo imporre la nostra identità e affrontare ogni situazione con chiarezza e partecipazione”, aggiunge.

«La parola chiave sarà coesione. Dopo una buona giocata, un errore o un momento difficile, dovremo restare concentrati sul compito successivo e continuare a lavorare da squadra. Sappiamo che il Rovato non concede nulla e non smette di lottare: per questo – conclude Schipani – serviranno fame, lucidità e fiducia nel piano fino all’ultimo minuto» conclude Schipani.