Quanto costa comprare casa a Bergamo? La risposta cambia sensibilmente a seconda della strada in cui si cerca. A confermarlo è una rilevazione realizzata da Quadrivo, che ha elaborato una graduatoria dei valori immobiliari di 132 vie cittadine, mettendo in evidenza differenze anche molto marcate tra le zone più prestigiose e quelle più economiche. A guidare la classifica è via Porta Dipinta, in Città Alta, dove il valore stimato raggiunge i 5.100 euro al metro quadro. Seguono via San Salvatore, con 4.800 euro, e via San Lorenzo, a quota 4.700 euro. Poco più indietro si trovano via Gombito e via Rocca, entrambe con 4.600 euro al metro quadro.
Nella parte alta della graduatoria compaiono altre strade del centro storico e delle aree più apprezzate della città: via Tassis si attesta a 4.400 euro, via Sudorno e via Bartolomeo Colleoni a 4.300 euro, via Solata a 4.200 euro. Chiude la top ten viale Vittorio Emanuele II, con un valore di 4.100 euro al metro quadro.
Lo scenario cambia decisamente spostandosi verso le zone meno costose. In fondo alla classifica si trova via Celadina, dove la stima scende a 1.600 euro al metro quadro. Seguono, con 1.900 euro, via Costantina, via Enrico Morali, via Carlo Alberto e via Albert Einstein. A quota 2.000 euro si collocano invece piazza Emanuele Filiberto, via Pizzo Redorta, via Campagnola e via Zanica. Tra le dieci strade più economiche compare anche via San Giovanni Bosco, con 2.100 euro al metro quadro.
Fonte: le vie più care e più economiche di Bergamo di Quadrivo, su dati OMI dell’Agenzia delle Entrate e ANNCSU
Il divario tra i due estremi è significativo: il valore di via Porta Dipinta è infatti circa 3,2 volte quello di via Celadina. Per capire meglio la differenza, basta immaginare l’acquisto di un appartamento di 80 metri quadrati. Sulla base delle stime elaborate, un’abitazione di queste dimensioni in via Porta Dipinta avrebbe un valore indicativo di 408mila euro, contro i 128mila euro ipotizzati per una casa della stessa metratura in via Celadina. Una distanza di 280mila euro.
Come vengono calcolati i valori
Ma da dove arrivano queste cifre? La graduatoria non si basa su una semplice media dei prezzi degli annunci immobiliari né su una raccolta dei singoli contratti di compravendita. Il metodo adottato da Quadrivo parte dalle quotazioni Omi, cioè quelle dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, e le integra con una valutazione delle caratteristiche dei singoli edifici e del contesto in cui si trovano.
In particolare, per ogni palazzo residenziale viene elaborata una stima del valore al metro quadro, partendo dalla quotazione Omi della zona di appartenenza e applicando le correzioni legate alle caratteristiche dell’edificio e del luogo. I singoli numeri civici vengono quindi associati al palazzo corrispondente. Per ottenere il valore di una strada, Quadrivo considera la mediana, cioè il valore centrale delle stime riferite ai palazzi presenti lungo quella via. Il risultato viene infine arrotondato a 100 euro al metro quadro.
Per entrare nella graduatoria una strada deve avere almeno cinque edifici residenziali misurabili. Sono inoltre esclusi i casi che presentano valori considerati anomali rispetto agli immobili circostanti o alle quotazioni Omi della zona, così come le strade situate in aree per le quali non sono disponibili quotazioni residenziali. In questo modo si cerca di limitare l’influenza di singoli edifici con caratteristiche particolarmente eccezionali e di restituire un quadro più rappresentativo della via nel suo complesso.
Le quotazioni Omi, utilizzate come riferimento di partenza, vengono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate con cadenza semestrale e individuano, per ciascuna zona territoriale omogenea, fasce di valore minimo e massimo al metro quadro, differenziate in base alla tipologia immobiliare e allo stato di conservazione. Non rappresentano quindi una valutazione puntuale di ogni singola abitazione, ma un riferimento generale sul mercato immobiliare. Per questa elaborazione, Quadrivo dichiara di aver utilizzato i dati Omi del secondo semestre 2025, insieme alle informazioni dell’Archivio nazionale dei numeri civici (Anncsu), gestito da Istat e Agenzia delle Entrate.