Lo scontro

Caccia all’uranio nelle miniere di Novazza e in Valtellina. Ma ne vale davvero la pena?

Un geologo che guidò le ricerche negli anni Ottanta torna in campo con la società Reveille per rilanciare le esplorazioni a Novazza. Ma Legambiente...

Caccia all’uranio nelle miniere di Novazza e in Valtellina. Ma ne vale davvero la pena?
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L’uranio delle nostre montagne torna al centro del dibattito. Mentre la società Reveille si prepara a rilanciare le esplorazioni in Val Vedello, a Piateda (Sondrio), e a Novazza, frazione di Valgoglio, Legambiente Lombardia chiede al Ministero dell’Ambiente di fermare i nuovi cantieri.

Due posizioni distanti: verificare il potenziale dei giacimenti o fermare indagini ritenute inutili e rischiose per l’ambiente?

La novità degli ultimi giorni, intanto, è la nomina di Camillo Mario Pessina a consulente strategico per i progetti. Per lui, un ritorno alle origini: negli anni Settanta e Ottanta fu responsabile della geologia del progetto uranifero di Val Vedello per Agip e Agip Nucleare. Pianificò i tracciati nel sottosuolo e partecipò alle ricerche sulle Orobie.

Reveille oggi punta sulla sua esperienza per rileggere i dati raccolti in passato alla luce delle tecnologie attuali. Secondo la società, le attività si interruppero nel 1983 lasciando alcune aree da approfondire. «Tornare qui dopo quarant’anni ha per me un profondo significato professionale e personale», ha dichiarato Pessina ai colleghi del Centro Valle, che intende contribuire a una nuova valutazione del potenziale del sito. Ha sottolineato l’importanza di informare le comunità locali con trasparenza, condividendo risultati e dubbi.

«È sotto molti aspetti il padre di questo progetto», ha commentato Ippolito Ingo Cattaneo, executive director di Reveille. L’obiettivo è (,,,)

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