classi "pollaio"

Scuola, Sinistra Italiana Bergamo sulla manovra: «In Bergamasca taglio di 400 cattedre a tempo pieno»

La battaglia arriverà a breve in Parlamento con la proposta di Alleanza Verdi e Sinistra per un tetto massimo di 20 alunni per classe

Scuola, Sinistra Italiana Bergamo sulla manovra: «In Bergamasca taglio di 400 cattedre a tempo pieno»
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«Non c’è limite al peggio. Mentre un’intera generazione riempie le piazze d’Europa e d’Italia per chiedere investimenti sull’istruzione anziché sulle armi, il governo Meloni risponde con i tagli: la legge di bilancio cancella 4.925 posti da docente e 2.049 di personale Ata. Quasi settemila tagli dal prossimo anno che, sommati a quelli già previsti, portano la perdita a 14.808 posti in tre anni».

Così Sinistra Italiana Bergamo sulla manovra del governo, che in Bergamasca taglierebbe, spiega il gruppo, 400 cattedre a tempo pieno. «Un colpo devastante con forti ricadute sul nostro territorio».

Le proiezioni provinciali

Sinistra Italiana Bergamo si rifà alle proiezioni provinciali riportate da L’Eco di Bergamo: «Il calo demografico porterà tra il 2025 e il 2030 alla perdita di oltre 8.000 studenti nelle scuole bergamasche, con una contrazione del 5,9 per cento concentrata su elementari e medie, determinando la scomparsa di circa 330 classi e un taglio stimato di 460 cattedre a tempo pieno. Un prezzo che pagheranno soprattutto le nostre valli e i piccoli comuni montani, dove la chiusura dei plessi e l’accorpamento delle classi sposteranno le scuole verso i centri più grandi, desertificando i territori».

«Usare il calo demografico, come alibi per fare cassa è inaccettabile», affermano Alfredo Di Sirio ed Elisabetta Maffioletti, della segreteria provinciale di Sinistra Italiana Bergamo. «La contrazione del numero degli studenti deve essere invece l’occasione per fare classi più piccole, eliminare le “classi pollaio” ed elevare la qualità della didattica. Si sceglie invece di smantellare il sistema pubblico: mentre si tolgono 250 milioni di euro alla scuola statale, guarda caso le risorse spuntano per le private. In una lettera del 3 agosto indirizzata a coordinatori e famiglie, lo stesso ministro Valditara rivendicava orgoglioso l’aumento dei finanziamenti alle scuole paritarie per 240 milioni di euro (+37,1 per cento). Si tolgono risorse alla scuola pubblica per fare cassa e privatizzare».

La battaglia arriverà a breve in Parlamento con la proposta di Alleanza Verdi e Sinistra per un tetto massimo di 20 alunni per classe: «Così sarà chiara – continuano Di Sirio e Maffioletti – la differenza tra chi licenzia e chi vuole assumere. Il Governo vuole abbandonare l’istruzione pubblica a classi pollaio e strutture fatiscenti per lasciare il campo a quella privata per ricchi. Non lasceremo che la scuola pubblica, strumento di emancipazione, venga demolita così».

«Valditara passerà alla storia come il ministro che ha lasciato macerie sulla scuola pubblica. Il 20 novembre saremo in piazza anche a Bergamo al fianco di lavoratrici, lavoratori e studenti in occasione dello sciopero generale e della mobilitazione per la scuola. La scuola pubblica non si svende», concludono Alfredo Di Sirio ed Elisabetta Maffioletti.