Alla fine, le castagne si potranno arrostire. A Torre Boldone la vicenda che nei giorni scorsi aveva fatto discutere, con l’annullamento delle tradizionali castagnate organizzate dagli Alpini per il mancato rispetto delle norme regionali sui fuochi all’aperto (ne abbiamo scritto anche sul PrimaBergamo in edicola, QUI in edizione digitale), si è conclusa con un lieto fine.
In occasione della festa di San Martino, infatti, è arrivato il via libera del Comune all’accensione dei fuochi e dei bracieri necessari per preparare le caldarroste e le tradizionali frittelle.
La deroga per le castagnate a San Martino
L’autorizzazione, firmata dalla sindaca Simonetta Farnedi, consente in deroga ai divieti regionali l’accensione di falò, fuochi rituali e bracieri legati alle tradizionali castagnate e alle attività di preparazione delle frittelle nell’ambito della festa. Gli appuntamenti sono previsti da domani (domenica 8) fino a mercoledì 11 novembre.
Una soluzione che permette così di salvare almeno le iniziative legate alla festa patronale, dopo che la precedente segnalazione aveva portato gli organizzatori a rinunciare anche alla castagnata prevista domenica 8 novembre davanti alla chiesa.
Cosa prevede la normativa regionale
A rendere possibile il via libera è un passaggio della normativa regionale che esclude dal divieto i falò e i fuochi rituali connessi alle manifestazioni di rievocazione storica e alle ricorrenze della tradizione popolare.
Restano comunque alcune prescrizioni da rispettare: è obbligatoria la comunicazione preventiva, si può utilizzare esclusivamente legno vergine naturale e la combustione deve riguardare materiale vegetale secco. Vanno inoltre rispettate le misure di sicurezza, le distanze previste e il ripristino dei luoghi al termine delle attività.
Dalle polemiche al lieto fine
La vicenda era esplosa nei giorni scorsi, quando una segnalazione inviata tramite Pec aveva richiamato l’attenzione sul divieto regionale di «abbruciamento» nei territori sotto i 300 metri di altitudine, in vigore dal 1° ottobre al 31 marzo. Una situazione che aveva costretto gli Alpini ad annullare le castagnate previste nelle scuole primarie e a rinunciare inizialmente anche all’appuntamento della festa patronale.
Il gruppo aveva manifestato tutta la propria amarezza, raccontando di aver già acquistato le castagne, per una spesa di 630 euro, e preparato il necessario per le iniziative. «Una pugnalata al cuore», era stato il commento degli Alpini, dispiaciuti soprattutto all’idea di non poter regalare ai bambini e ai ragazzi del paese un momento di festa.
Ora, almeno per la festa di San Martino, la prospettiva è cambiata. E a Torre Boldone potranno tornare a sentirsi il profumo delle caldarroste e il crepitio dei fuochi.