Il miracolo del 1511

Fuoco, luci e preghiera: Ponte Nossa in festa per l’Apparizione

Sul sagrato della parrocchiale evocato il mancato rogo del Màs, rimandato al prossimo anno causa pandemia. In chiesa solenne concelebrazione con il Vescovo Mazza e auguri per gli anniversari di sacerdozio a don Valentino Salvoldi e don Riccardo Bigoni.

Fuoco, luci e preghiera: Ponte Nossa in festa per l’Apparizione
Val Seriana, 02 Giugno 2020 ore 15:30

di Giambattista Gherardi

«Lacrime condivise con l’umanità provata di questi mesi, ma anche la luce di Cristo che riverbera il suo Spirito sulle nostre comunità». È legato alla lettura dell’affresco miracoloso conservato nella parrocchiale il senso della festa dell’Apparizione che martedì 2 giugno la comunità di Ponte Nossa ha celebrato nel ricordo della lacrimazione del 1511. A presiedere la solenne concelebrazione è stato monsignor Carlo Mazza, vescovo emerito di Fidenza. «Oggi è una grande festa per tutti noi – ha sottolineato nei saluti d’apertura il parroco don Alessandro Angioletti – e vogliamo condividerla anche con don Valentino Salvoldi che a marzo ha festeggiato i 50 anni di sacerdozio e don Riccardo Bigoni, parroco di Villa d’Ogna, che ne ricorda 20. Questi numeri (20+50) ci ricordano anche i 70 anni di sacerdozio di Padre Pedro Balzi (ricorrono il 3 giugno), che tutti ricordiamo dallo scorso febbraio con il titolo di Servo di Dio».

«Nel ricordo del gesto di attenzione della giovane che asciugò le lacrime dal volto di Maria – ha aggiunto don Angioletti che pure festeggia il 2 giugno l’anniversario di ordinazione – continuiamo a farci prossimo delle persone che vivono con noi, chiedendo loro con rinnovata intensità “Tu come stai?”».

La messa è stata accompagnata da canti solenni e seguita da tanti fedeli, che a causa delle prescrizioni anti Covid hanno sostato anche sul sagrato, nonostante il sole cocente. «Maria ha senz’altro unito le sue lacrime alle nostre – ha detto mons. Mazza nell’omelia – e la sua presenza ai piedi della Croce è la sintesi suprema della missione del Figlio di Dio fra gli uomini. Nell’affresco la figura di Cristo crocifisso emana una luce fulgida e centrale, utile ad irradiare Maria, Giovanni e tutti i fedeli che da secoli visitano con devozione la bellissima chiesa di Ponte Nossa. Un’opportunità importante per fare della contemplazione una forma di preghiera viva e attuale». I Vespri pomeridiani sono stati presieduti da mons. Giuliano Borlini, arciprete di Clusone.

Nella serata di vigilia, seppur in forma ridotta, la comunità nossese ha varato i tradizionali festeggiamenti. Sul sagrato don Angioletti ha benedetto il fuoco, con un rito che a molti ha ricordato il mancato rogo del Màs sul Pizzo Guazza. Proprio la sommità del Pés è stata illuminata da potenti fari, rendendo visibili la statua della Vergine e l’albero del Màs che resterà lassù sino al prossimo anno, un poco come avvenne nei primi anni ’40 a causa della guerra. Le bancarelle in centro ed il suono d’allegrezza dal campanile hanno dato all’Apparizione il consueto clima di festa.

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