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Nel 2019 in Italia c’è stato un terremoto ogni 30 minuti. A Bergamo nessuno

Nel 2019 in Italia c’è stato un terremoto ogni 30 minuti. A Bergamo nessuno
22 Gennaio 2020 ore 01:48

Oltre 45 terremoti al giorno, uno ogni circa 30 minuti. È questo il dato impressionante che l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato nel 2019. Nel suo «Speciale 2019» del Blog INGVterremoti, ha fornito dati, mappe interattive e infografiche che permettono di scoprire cosa succede in Italia. Fortunatamente a Bergamo non si è rilevato alcun terremoto, nemmeno di lieve entità. E questo ci rassicura. Mentre fra tutti i 16.584 eventi sismici registrati dalla Rete Sismica Nazionale (RSN), i più forti, sono stati localizzati al di fuori del territorio nazionale, in Albania.


«Il numero di terremoti localizzati nel 2019 è ancora in calo rispetto agli ultimi tre anni, in particolare se lo si confronta con il numero di terremoti del 2016 e 2017 che è stato influenzato notevolmente dalla sequenza di Amatrice-Visso-Norcia, in Italia Centrale, iniziata il 24 agosto 2016 – spiega il geologo Maurizio Pignone -. Già dal 2018 gli eventi sismici determinati da questa sequenza sono diminuiti e nel 2019 si sono ulteriormente ridotti anche se, in percentuale, rappresentano un valore ancora molto elevato rispetto al totale della sismicità in Italia: circa il 40 percento».
Come evidenziato nello «Speciale 2019, un anno di terremoti» del Blog INGVterremoti, nel nostro Paese l’evento di magnitudo più alta, pari a 4.5, è stato registrato nel Mugello il 9 dicembre 2019 mentre, al di fuori dei confini italiani, il sisma più forte è stato localizzato in Albania il 26 novembre, nei pressi di Durazzo, con la magnitudo 6.2.


L’Italia, come è noto, è un Paese ad alta pericolosità sismica e la pubblicazione dell’analisi sul numero di terremoti accaduti nello scorso anno offre la misura dell’esposizione agli eventi sismici. «Gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.5 nel 2019 sono stati una decina per lo più legati a sequenze sismiche, più o meno lunghe, come quella di Amatrice-Visso-Norcia e quella dell’area etnea di dicembre 2018 – continua Maurizio Pignone -. Altri terremoti, invece, possono considerarsi come eventi isolati. È bene evidenziare che le sequenze sismiche iniziate nel 2019 sono avvenute in aree diverse e sono state di breve durata – al massimo una decina di giorni – e hanno registrato valori di magnitudo non elevati». Il 90% degli eventi sismici localizzati in Italia nel 2019 ha avuto magnitudo minore di 2.0 e, salvo qualche eccezione come in caso di ipocentri molto superficiali e in prossimità di aree abitate, non sono stati avvertiti dalla popolazione.


«Con la mappa interattiva (dashboard) del Blog – conclude Pignone – è possibile navigare nella sismicità del 2019. Abbiamo rappresentato tutti i terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2.0. Ogni evento può essere visualizzato con tutti i suoi parametri, dalla magnitudo all’ipocentro. Nell’applicazione sono disponibili, inoltre, le infografiche che, per l’area scelta dall’utente, mostrano il numero di terremoti totali localizzati durante l’anno, la magnitudo massima e la loro distribuzione nei dodici mesi. Con il “Time Slider”, invece, si dà vita a una animazione spazio-temporale della sismicità dal 1 gennaio 2019 o dagli intervalli temporali scelti dall’utente».

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