Spiagge e baobab

Posti fantastici e dove trovarli Madagascar, ancora incontaminato

Posti fantastici e dove trovarli Madagascar, ancora incontaminato
09 Giugno 2018 ore 09:15
Guide: Lonely PlanetRough GuidesThe Guardian.

 

Natura incontaminata, foreste pluviali, spiagge bianchissime. L’isola rossa (dal colore della terra ferrosa che la contraddistingue) è un paese a metà tra l’Africa e l’Oriente, dai quali si separò oltre 140 milioni di anni fa, dando origine ad una terra che è l’habitat naturale di specie animali e vegetali uniche al mondo, tanto che il WWF ha inserito il Paese tra i primi dieci al mondo per importanza del patrimonio ecologico.

Le foreste di baobab. La prima immagine che viene in mente pensando al Madagascar è probabilmente quella delle foreste di baobab, alberi enormi in grado di immagazzinare nel tronco una grande quantità d’acqua, con un lungo fusto e rami spogli per la maggior parte dell’anno, tranne nel breve periodo in cui si coprono di foglie e, successivamente, di fiori molto odorosi che si aprono di notte. Morondava è il posto da cui si accede alla splendido viale dei baobab, uno dei paesaggi che ha reso famosa quest’isola.

 

 

Isole e spiagge. L’altra immagine simbolo di questo Paese è quella delle sue isole, spiagge con chilometri di sabbia bianchissima e acqua trasparente sotto la cui superficie si nascondono specie marine dalle forme mai viste. La più famosa è l’isola di Noisy Be, al largo della costa nord-occidentale, ormai piena di resort esclusivi e di strutture che propongono eco-vacanze di lusso.

Le riserve naturali. In un Paese in cui l’80% delle varietà animali e vegetali presenti sono uniche di questo territorio, tanti sono i parchi naturali da visitare, spesso coperti da foreste pluviali e abitati da specie animali come lemuri, camaleonti e tartarughe, mentre tra le specie vegetali splendido è ravenala, l’albero del viaggiatore, con foglie simili a grandi ventagli, utilizzate un tempo dalle persone per recuperare l’acqua piovana, usanza dalla quale questa specie prende il nome. Tra le riserve più famose ci sono il Parc National Montagne d’Ambre, dominato da un massiccio vulcanico e da zone ricche di laghi e fiumi che creano un’ecosistema unico al mondo, e il Parco dell’Ankarana, con caratteristici paesaggi calcarei di origine carsica chiamati “tsingy rouges”, pinnacoli e grotte naturale sui toni del rosso. La Riserva Naturale di Kirindy, invece, è un’area protetta di 12.500 ettari famosa per la sua straordinaria fauna selvatica. É qui, infatti, che si può intravedere la “fossa”, il più grande predatore del paese, un puma con orecchie enormi e un corpo allungato, oltre a otto specie diverse di lemuri, un ratto gigante in grado di saltare e moltissime specie di uccelli.

 

 

La capitale. La capitale del Madagascar è Antananarivo, famosa per i suoi mercati e le vie panoramiche, che resta però una zona urbana il cui fascino è di certo inferiore in confronto ai paesaggi naturali del resto dell’isola. Interessante può essere, però, un piccolo tour gastronomico da organizzare in città per provare alcuni piatti tipici della tradizione creola e malgascia, ricca di pesce e crostacei, come gamberetti, calamari e cicale, oltre ad alcune specie animali come lo zebù, una sorta di bue con una gobba.

Gli spostamenti. Spostarsi in Madagascar è, come in tanti Paesi africani o asiatici, un’esperienza a sé. Poche sono le strade asfaltate e altrettanto pochi sono gli orari sui quali far affidamento. Dappertutto si gira sui taxi-brousse, pulmini che partono solo quando sono pieni. I treni sono praticamente inesistenti mentre per il noleggio delle macchine va sempre considerato un autista, previsto nel prezzo.

Grande due volte l’Italia, il Madagascar è un territorio fatto di foreste pluviali e viali costeggiati di baobab, villaggi dove il tempo sembra essersi fermato, deserti e barriere coralline. Un’ecosistema fragile, da visitare prima che il turismo ne metta a repentaglio l’integrità.

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