Da quasi tre settimane non si hanno notizie di Alessandro Francesco Castelli, 38 anni, residente a Villa d’Adda. La sua scomparsa, avvenuta tra domenica 1 e lunedì 2 marzo, è diventata un caso seguito con crescente attenzione anche fuori dalla provincia di Bergamo. Nella serata di mercoledì 18 marzo, la trasmissione televisiva Chi l’ha visto? ha rilanciato un appello, unendosi agli sforzi di familiari e amici che da giorni cercano di ricostruire cosa sia accaduto, come riporta PrimaMerate.
Lavorava all’Italtrans di Calcinate
Secondo quanto emerso finora, Castelli avrebbe trascorso la notte e parte della giornata di lunedì all’interno dell’azienda di Calcinate dove lavora. Dopo l’uscita dallo stabilimento, però, le sue tracce si interrompono. Da quel momento, nessun contatto, nessun avvistamento.
Auto incidentata
Un elemento considerato certo dagli investigatori è il ritrovamento della sua auto, una Fiat azzurra, rinvenuta in uno dei parcheggi secondari della stessa azienda. Il veicolo presenta danni evidenti: la parte anteriore è distrutta e una ruota risulta squarciata, segni compatibili con un incidente stradale. Resta però un punto ancora poco chiaro: non è stato possibile stabilire dove sia avvenuto lo schianto, una circostanza insolita che contribuisce ad alimentare i dubbi attorno alla vicenda.
Non ha timbrato l’uscita
A rendere il quadro ancora più complesso c’è un dettaglio legato agli accessi in azienda. Nei registri risulterebbe soltanto la timbratura in entrata, mentre mancherebbe quella in uscita nelle ore in cui si colloca la scomparsa. Non è chiaro se le telecamere interne abbiano ripreso Castelli mentre lasciava il luogo di lavoro, né perché non abbia utilizzato il badge per registrare l’uscita. Nel frattempo, anche i segnali digitali si sono interrotti: il cellulare del 38enne risulta spento, il suo account Facebook è sospeso dal 13 marzo, mentre quello Instagram appare ancora attivo.
Le ricerche vanno avanti senza sosta, soprattutto grazie all’impegno degli amici e del fratello, che stanno perlustrando un’area ampia tra l’Isola Bergamasca e Calcinate. Al loro fianco si sono mobilitate anche associazioni come Penelope, che si occupa di persone scomparse, e la stessa trasmissione televisiva che ha portato il caso all’attenzione nazionale. Le speranze dei familiari restano legate anche all’analisi delle immagini delle telecamere aziendali da parte dei carabinieri.