La presentazione

Approvata a Bergamo la Strategia di economia circolare fondata su riuso, rigenerazione e riduzione degli sprechi

Il documento, uno dei pilastri del Climate City Contract, definisce indirizzi e azioni per la transizione dal modello economico lineare

Approvata a Bergamo la Strategia di economia circolare fondata su riuso, rigenerazione e riduzione degli sprechi

Approvato dalla Giunta comunale di Bergamo il documento di Strategia di economia circolare della città, definendo indirizzi e azioni per la transizione dal modello economico lineare al modello economico di economia circolare, fondata sul riuso, rigenerazione e riduzione degli sprechi.

Il piano è stato presentato oggi in conferenza stampa dall’assessore alla Transizione ecologica, ambiente e verde Oriana Ruzzini, l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini e l’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina.

Economia circolare come motore di innovazione urbana

Il documento costituisce uno dei pilastri del Climate City Contract, nell’ambito del percorso che vede Bergamo tra le 112 città europee – di cui 9 italiane – selezionate dalla Missione “Carbon Neutral & Smart Cities” per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030.

La Strategia nasce da un percorso avviato nel 2021 tra il Comune di Bergamo e la Banca Europea per gli Investimenti (Bei), che ha portato all’elaborazione di una strategia urbana supportata dal Circular City Centre (C3) e inserita nel quadro del Green Deal europeo.

In questo quadro, spiegano da Palazzo Frizzoni, l’economia circolare non viene intesa solo come uno strumento ambientale, ma come un vero motore di innovazione urbana e benessere collettivo, capace di generare nuove filiere economiche e occupazione qualificata sul territorio.

Su cosa si fonda il piano d’azione

Il piano d’azione si fonda su un’analisi del sistema produttivo locale che ha individuato tre settori strategici prioritari: ambiente costruito, beni alimentari e beni di consumo.

Per quanto riguarda l’ambiente costruito, Bergamo punta sulla rigenerazione e rifunzionalizzazione del patrimonio esistente e sull’utilizzo di materiali rigenerabili. In questa visione si inseriscono la valorizzazione di siti dismessi e progetti emblematici come la nuova sede Gamec nell’ex Palazzetto dello Sport, oltre al recupero dell’ex Carcere di Sant’Agata e dell’ex Asilo Principe di Napoli e l’intervento di riqualificazione e ampliamento delle Piscine Italcementi.

Sul fronte alimentare, la strategia promuove sistemi circolari che integrano la riduzione degli sprechi con fini sociali. Dalla Caritas al Banco Alimentare, che recupera ogni anno circa 1.112 tons di cibo nella Provincia di Bergamo, fino a Namastè, che ha recentemente sottoscritto il Climate City Contract e che nel 2024 ha recuperato 16.9937 kg di alimenti. 40 stakeholder del territorio siedono invece al Tavolo delle Food Policy di Bergamo.

L’attenzione ai beni di consumo mira invece a sfruttare gli oggetti scartati come mezzo di inclusione sociale e a diffondere una cultura del consumo consapevole. Il nuovo Centro del Riuso in via Cremasca diventerà un punto di riferimento per la riparazione e il second-hand. L’innovazione passa anche dalla gestione dei rifiuti stradali, con l’impiego di cestini intelligenti autocompattanti alimentati a energia solare che ottimizzano la raccolta riducendo i volumi.

I dati: raccolta differenziata al 79 per cento nel 2025

Queste azioni poggiano su dati di partenza solidi, con una raccolta differenziata che nel 2025 ha raggiunto il 79,2 per cento (all’interno di questo sistema, la frazione organica, Forsu, rappresenta il 28,15 per cento del totale, seguita da carta e cartone al 19,03 per cento e dal vetro all’11,49 per cento) e un sistema capillare di recupero che include 339 punti di raccolta per pile, oli esausti e medicinali e il servizio itinerante “Ecovan” per il conferimento di rifiuti pericolosi nei quartieri.

I prossimi passi del percorso riguarderanno l’implementazione progressiva delle azioni e il rafforzamento della governance attraverso una Cabina di Regia tecnica composta dal Climate Manager, dall’Energy Manager e dai servizi comunali competenti. Questo coordinamento assicurerà il monitoraggio dei risultati e il raccordo con i 42 stakeholder del territorio che hanno sottoscritto il Climate City Contract, mantenendo il documento flessibile e adattabile alle evoluzioni normative e tecnologiche fino all’orizzonte europeo del 2050.