di Valeria Della Monica
Un passo istituzionale deciso per sbloccare una situazione che grava sul territorio da anni. La mattina di oggi (giovedì 22 gennaio), alle 10, il sindaco di Bagnatica, Roberto Scarpellini, si è recato in Prefettura a Bergamo per presentare un documento di sintesi che ripercorre le criticità legate all’attività della Montello Spa. Un atto che punta a riportare l’attenzione delle autorità competenti su un iter procedurale che, secondo l’Amministrazione, presenta anomalie tecniche significative.
Il nodo burocratico e il parere di Ats
Il primo cittadino ha sollevato una questione di legittimità sull’iter sopraggiunto dopo la seconda riunione della VI Commissione Ambiente di Regione: al centro del dibattito resta la posizione di Ats Bergamo, che in commissione ha ribadito come i dati forniti dall’azienda risultino incompleti, rendendo di fatto impossibile una valutazione definitiva sugli impatti sanitari dell’inceneritore.
Ats, sempre secondo il Comune di Bagnatica, ha inoltre sottolineato un’anomalia strutturale: la provincia di Bergamo è già sovraccarica di impianti di incenerimento e l’aggiunta del nuovo termovalorizzatore non farebbe che esasperare questo squilibrio. Nonostante questi dubbi, la Provincia ha richiesto ulteriori chiarimenti alla Montello Spa, portando alla produzione di centinaia di pagine di nuova documentazione.
«Riteniamo che queste integrazioni siano andate oltre il limite consentito – spiega Scarpellini -, poiché nel procedimento amministrativo i chiarimenti andrebbero richiesti una sola volta. Siamo fuori dalla norma e abbiamo posto obiezioni formali».
La tesi tecnica: inceneritore e volumi produttivi
La posizione di Scarpellini mette in luce un legame inscindibile tra l’attuale assetto impiantistico e il nuovo progetto del termovalorizzatore. Secondo l’analisi presentata, se l’attuale produzione genera ancora impatti olfattivi non risolti nonostante gli interventi – come la sostituzione del biofiltro a gennaio 2024 -, il nuovo impianto risulterebbe a questo punto sovradimensionato.
«Se non si riesce a contenere l’impatto oggi, è necessario diminuire i volumi prodotti. L’inceneritore non è la soluzione, poiché interviene su sistemi già oggi messi a dura prova».
Una cronologia di misure insufficienti

Il documento depositato in Prefettura, condiviso con i Comuni di Albano Sant’Alessandro, Brusaporto, Costa di Mezzate e Gorlago, evidenzia il fallimento delle soluzioni adottate finora:
- Doppi portoni: completati a settembre 2025, non hanno portato i miglioramenti attesi.
- Segnalazioni record: dal 1° ottobre 2025 ad oggi sono pervenute 477 segnalazioni. Nel solo anno 2025 il totale è stato di 1.839, con una media di 5 segnalazioni giornaliere.
- Battaglia legale: i Comuni hanno già impugnato al TAR la determina provinciale di settembre 2025, contestando le nuove prescrizioni e dilazioni sui monitoraggi. L’udienza è fissata per maggio 2026.
L’iniziativa di Scarpellini si configura come una richiesta di mediazione urgente al prefetto, affinché prevalga la tutela della salute pubblica e della qualità della vita rispetto agli interessi legati al nuovo impianto.