Bergamo resta tra le città italiane con le migliori performance ambientali, ma arretra di tre posizioni rispetto all’anno scorso. Nell’edizione 2026 di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, il capoluogo orobico è sesto su 106, con il 71,45% del punteggio. Davanti ci sono Mantova, Trento, Bolzano, Cremona e Reggio Emilia. Il margine su Parma, settima, è di appena 0,42 punti percentuali, mentre Reggio Emilia è avanti di 0,95. Un risultato che conferma la presenza di Bergamo nella parte alta della graduatoria, dopo il terzo posto dell’edizione 2025 e il sedicesimo del rapporto 2024.
Il confronto va letto con cautela: il rapporto si basa soprattutto su dati del 2025 e quest’anno conta 20 indicatori, uno in più rispetto alla passata edizione, con l’introduzione di un parametro sulla depurazione. Pesi e obiettivi possono cambiare nel tempo: i singoli dati aiutano a leggere meglio punti di forza e debolezze.
Aria, il nodo più difficile
È soprattutto la qualità dell’aria a mettere in evidenza le criticità della città. La concentrazione media annua di biossido di azoto (NO2) è di 24 microgrammi per metro cubo; per le polveri sottili si registrano 23 microgrammi per metro cubo di PM10 e 15 di PM2,5. Il dato più preoccupante riguarda però l’ozono: nel 2025 la centralina peggiore ha registrato 84 giorni di superamento della soglia indicata dal rapporto. È il valore più alto tra quelli riportati e molto lontano dall’obiettivo di sostenibilità fissato a un massimo di 25 superamenti.
Acqua: dispersioni contenute, consumi elevati
Il quadro della gestione idrica è più articolato. In città il consumo domestico di acqua potabile è pari a 174 litri per abitante al giorno, sopra la media dei capoluoghi, che si attesta a 143 litri. Più positiva la situazione delle perdite della rete: la quota di acqua immessa e non consumata è del 25,2%, sensibilmente inferiore alla media nazionale del 34,7%. Nel nuovo indicatore sulla depurazione, il valore medio di Cod in uscita dagli impianti è di 17 milligrammi per litro.
Rifiuti, una delle voci migliori
Tra i risultati più solidi c’è la raccolta differenziata. A Bergamo raggiunge il 79,2% dei rifiuti urbani prodotti, contro una media dei capoluoghi del 66,15%. La produzione complessiva resta però consistente: 500 chilogrammi per abitante all’anno, anche se sotto la media nazionale indicata dal rapporto, pari a 525 chili. Il dato racconta quindi una buona capacità di separare i rifiuti, ma lascia aperta la questione della quantità complessiva da ridurre.
Mobilità: bus e ciclabilità, ma tante auto
Il trasporto pubblico conta 120 viaggi per abitante all’anno, con un’offerta di 27 chilometri-vettura per abitante. Bergamo ottiene inoltre il bonus per la gestione sostenibile del trasporto pubblico, assegnato anche in base alla presenza di autobus elettrici o ibridi e alla copertura dei costi con i ricavi da traffico.
Resta però il peso delle auto: il tasso di motorizzazione è di 67 vetture ogni 100 abitanti. Le infrastrutture per la ciclabilità valgono 18,2 metri equivalenti ogni 100 abitanti; le strade pedonalizzate sono 24,6 metri quadrati ogni 100 abitanti e le zone a traffico limitato 452 metri quadrati ogni 100 abitanti.
Verde urbano ed energia
Più favorevole il quadro dell’ambiente urbano. Gli alberi presenti nelle aree pubbliche sono 32 ogni 100 abitanti e il verde accessibile in ambito urbano ammonta a 24,2 metri quadrati per residente. L’indice sintetico di uso efficiente del suolo è pari a 8 su 10; la variazione del consumo di suolo pro capite nel periodo 2019-2024 è di 3,9 metri quadrati per abitante.
Sul fronte energetico, la potenza installata per la produzione pubblica di energia da fonti rinnovabili è indicata in 10,68 kW ogni mille abitanti, con un dato riferito al 2024. Bergamo beneficia inoltre del bonus energia, collegato a politiche di acquisto di energia verde certificata, comunità energetiche e teleriscaldamento, e di quello per le politiche di adattamento climatico.