Nei giorni scorsi, alla Casa del Giovane si è svolto un interessante incontro per il settore immobiliare e delle costruzioni promosso da Tecnocanapa by Senini. Il titolo era: “Perché costruire e ristrutturare con la canapa e la calce”. Una combinazione naturale utilizzata per realizzare blocchi, intonaci e materiali isolanti. Un tema che non riguarda solo architetti, progettisti e imprese, ma interessa anche il mercato immobiliare. La scelta dei materiali, infatti, contribuisce sempre più a definire l’identità di un immobile.
Ne parliamo con Laura Adele Feltri, esperta agente immobiliare e titolare di un’agenzia a Bergamo.

Che cosa l’ha maggiormente colpita di questo seminario?
«Mi ha interessato soprattutto il rapporto tra innovazione edilizia e valore dell’immobile. La canapa e la calce non rappresentano solo una soluzione tecnica o una scelta ambientale: possono diventare parte integrante dell’identità della casa. Quando un immobile è costruito o ristrutturato con materiali capaci di migliorare il comfort, la gestione dell’umidità, l’isolamento e la qualità dell’aria, questi elementi possono incidere sul modo in cui la casa viene percepita dal mercato. Oggi un’abitazione non viene valutata soltanto per la metratura, la posizione o il numero di locali. Sempre più spesso l’acquirente considera anche come è stata costruita, quanto consuma, quanto è confortevole e quali garanzie offre nel tempo».
Che cosa si intende esattamente per bioedilizia?
«La bioedilizia è un modo di progettare e costruire che cerca un rapporto più equilibrato tra l’edificio, le persone che lo abitano e l’ambiente. Non significa semplicemente utilizzare materiali naturali. Significa valutare la provenienza dei materiali, il consumo di energia, la qualità dell’aria interna, la durata dell’edificio e il suo impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita».
Perché proprio la combinazione di canapa e calce?
«Utilizzando il canapulo (la parte legnosa interna dello stelo della canapa), che viene mescolato con calce e acqua, si ottiene un materiale leggero, poroso e traspirante. Il rapporto tra canapa e calce è necessario: la canapa contribuisce alla leggerezza, all’isolamento e alla capacità di regolare l’umidità, mentre la calce svolge una funzione legante e protettiva, favorendo la durabilità e la compatibilità con molte murature tradizionali. Il composto può essere impiegato sotto forma di blocchi, come il “biomattone”, oppure come impasto preparato in cantiere, intonaco isolante o materiale per rivestire muri già esistenti. Può essere utilizzato anche per tetti, sottotetti e pavimenti».
Quindi può sostituire i mattoni tradizionali?
«No, la struttura portante dell’edificio rimane generalmente in cemento armato, acciaio o legno. Il “biomattone” viene utilizzato soprattutto per realizzare il tamponamento e l’isolamento delle pareti».
Quali benefici può offrire a chi abita la casa?
«La canapa e la calce possono aiutare a isolare dal freddo durante l’inverno e dal caldo nei mesi estivi. Sono inoltre in grado di assorbire parte dell’umidità presente nell’ambiente e di restituirla quando l’aria diventa più secca. Questo può contribuire a limitare la condensa e il rischio di formazione delle muffe. Il materiale può anche migliorare l’isolamento acustico».
Possiamo quindi parlare di una casa più salubre?
«Certamente, soprattutto grazie alla sua capacità di gestire l’umidità e alla sua traspirabilità. Ricordo anche che è un beneficio per l’ambiente perché la canapa, durante la crescita, assorbe anidride carbonica dall’atmosfera. Anche la calce, mentre indurisce, ne riassorbe una parte».
La bioedilizia può rappresentare un vantaggio anche dal punto di vista economico?
«Credo di sì, perché un edificio sostenibile può generare valore sotto diversi aspetti. La sostenibilità non deve essere vista soltanto come un costo aggiuntivo. Se è documentata e produce risultati concreti, può diventare un investimento».
La classe energetica non è già sufficiente a distinguere un immobile?
«La classe energetica rimane fondamentale, ma oggi è sempre più considerata un requisito normale, soprattutto nelle nuove costruzioni. La classe energetica misura soprattutto i consumi previsti, ma non racconta da sola come si vive una casa. Due immobili con la stessa classe energetica possono offrire esperienze abitative molto diverse. Il cliente non cerca più soltanto una casa che consumi poco. Cerca una casa nella quale possa vivere bene, che sia coerente con i propri valori e che mantenga il proprio valore nel tempo».
Esistono anche svantaggi nella soluzione canapa-calce?
«Sì, ed è corretto parlarne. La canapa e calce può avere un costo iniziale superiore e richiede progettisti e posatori che conoscano bene il sistema. Il materiale deve essere protetto correttamente dalla pioggia, dalle infiltrazioni e dall’umidità proveniente dal terreno. Inoltre, per raggiungere determinate prestazioni isolanti possono essere necessarie pareti di uno spessore importante. Nei condomini cittadini non è sempre possibile intervenire sulle pareti esterne e un isolamento realizzato internamente può ridurre leggermente la superficie dell’appartamento. Questi aspetti devono essere considerati anche nella valutazione economica».
Per quali tipologie di immobili può essere particolarmente indicata?
«Oggi viene utilizzata soprattutto nelle ville e nelle case indipendenti di nuova costruzione, spesso abbinate a una struttura portante in legno. Può essere interessante anche nel recupero di cascine, rustici e case di campagna, perché si integra bene con murature antiche in pietra, mattoni e calce. Nelle ristrutturazioni può essere impiegata per realizzare intonaci, contropareti, cappotti interni e isolamento di tetti, sottotetti e pavimenti».
Quali possibilità vede per Bergamo e il suo territorio?
«Bergamo possiede moltissimi edifici storici, cascine e abitazioni indipendenti che necessitano di interventi di riqualificazione energetica e di una migliore gestione dell’umidità. Penso soprattutto agli immobili dei borghi, di Città Alta e delle zone rurali, dove è importante migliorare le prestazioni senza cancellare il carattere originario dell’edificio».
Quale riflessione conclusiva possiamo trarre dal seminario?
«Che nella casa del futuro acquisteranno sempre maggiore importanza la qualità dei materiali, il comfort, la salubrità, l’impatto ambientale e la capacità dell’immobile di distinguersi sul mercato. La canapa e calce non è la soluzione per ogni edificio, ma rappresenta un esempio concreto di come innovazione, tradizione e sostenibilità possano incontrarsi. Il suo valore non dipende soltanto dal materiale in sé, ma dal modo in cui viene progettato, applicato, documentato e comunicato. Per noi professionisti dell’immobiliare diventa importante conoscere queste nuove tecnologie, saperne comprendere sia i vantaggi sia i limiti e riuscire a tradurle in criteri di valutazione comprensibili per il cliente».