Stop negato e respinto

Il Tar boccia il ricorso sul termovalorizzatore della Montello Spa

I giudici hanno bocciato la richiesta di sospendere l'iter in attesa della soluzione del problema degli odori

Il Tar boccia il ricorso sul termovalorizzatore della Montello Spa

È arrivata la prima battuta d’arresto per Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate e Gorlago per quanto riguarda la battaglia contro la prosecuzione dell’iter per il nuovo termovalorizzatore della Montello Spa. Il Tar di Brescia ha respinto il ricorso presentato dai quattro Comuni contro la Provincia di Bergamo, che chiedevano di fermare la procedura autorizzativa fino alla soluzione del problema delle emissioni odorigene provenienti dallo stabilimento esistente. I Comuni si dicono «delusi, ma non sorpresi» e ora valutano se proseguire la battaglia nelle sedi giudiziarie.

Il ricorso respinto dal Tar

Come riporta L’Eco di Bergamo i quattro Comuni avevano impugnato gli atti con cui la Provincia aveva deciso di far proseguire la procedura per il nuovo impianto, attualmente al vaglio della conferenza dei servizi. La richiesta era quella di rinviare il procedimento fino alla conclusione del riesame dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2015 dalla Regione Lombardia, e soprattutto fino alla soluzione del problema degli odori.

Per i giudici amministrativi, però, si tratta di un obiettivo «politicamente comprensibile, ma giuridicamente insostenibile». Il Tar ha quindi respinto il ricorso, ritenendo che il procedimento relativo allo stabilimento esistente e quello per il nuovo termovalorizzatore possano procedere autonomamente.

«La sentenza mi ha deluso, ma non sorpreso»

A commentare la cosa è stato Roberto Scarpellini, primo cittadino di Bagnatica: «La sentenza mi ha deluso, ma non mi ha sorpreso».

Per i quattro Comuni i due procedimenti sono distinti dal punto di vista amministrativo, ma strettamente collegati nella sostanza. Secondo Scarpellini, infatti, sarebbe necessario arrivare prima alla revisione dell’Aia: «Se si riduce la lavorazione, si riduce il residuo. E se diminuisce il residuo, diminuisce anche la necessità di un impianto, il termovalorizzatore, di queste dimensioni».

Gli odori restano la principale preoccupazione

Al centro della posizione dei Comuni rimane soprattutto il problema delle emissioni odorigene. Da anni i territori raccolgono le segnalazioni dei residenti e contestano che, nonostante le prescrizioni adottate, il problema non sia stato risolto.

«È imbarazzante che a distanza di cinque anni non si sia ancora arrivati a una soluzione» – ha sottolineato Scarpellini. In seguito il sindaco ha poi raccontato di ricevere quotidianamente numerose segnalazioni: «La mia posta elettronica riceve praticamente prevalentemente segnalazioni di questo tipo. Dalle venti alle trenta al giorno. Non ci sono casi estremi, ma c’è un problema di fastidio che continua».

Lo stesso Tar ha riconosciuto il peso della questione, definendo le «emissioni odorigene intollerabili» come la «reale motivazione del ricorso» presentato dai Comuni. I giudici, tuttavia, hanno ritenuto che la soluzione del problema non sia pregiudiziale rispetto alla procedura per il nuovo impianto.

La Provincia: «Le sentenze vanno rispettate»

È la stessa impostazione sostenuta dalla Provincia di Bergamo, che aveva respinto la richiesta dei Comuni di sospendere la conferenza dei servizi, sostenendo che il riesame dell’Aia e il procedimento per il nuovo impianto possano procedere in parallelo.

Il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, ha ribadito che le sentenze vanno rispettate. L’iter del progetto, dunque, proseguirà, ma senza accantonare la questione degli odori.

«Nell’iter faremo presente che il problema degli odori non è risolto. È un aspetto che dovrà essere affrontato. Il problema c’era fin dall’inizio e il nostro compito è risolverlo» – ha sottolineato Gafforelli, auspicando ad una collaborazione tra le parti per arrivare a una soluzione.

Attesa per la quarta conferenza dei servizi

Finora la conferenza dei servizi si è riunita tre volte: il 21 maggio e il 6 agosto 2025 e poi lo scorso 12 febbraio. Ora si attende la quarta riunione, la cui data non è ancora stata fissata.

La sentenza del Tar rappresenta quindi una prima battuta d’arresto per i quattro Comuni, ma la partita potrebbe non essere conclusa. «Valuteremo collegialmente se fare ricorso» – ha annunciato Scarpellini mentre concludeva.

Invece la Montello Spa, che è stata contattata sulla vicenda, non ha rilasciato dichiarazioni.