Sorgenti in calo

L’acqua scarseggia sempre di più: fino a 30 Comuni bergamaschi verso la riduzione dei consumi

Fino al 40% di risorse in meno dalle sorgenti: il gran caldo fa scattare l'allarme. Presto nuove ordinanze in arrivo da parte di UniAcque

L’acqua scarseggia sempre di più: fino a 30 Comuni bergamaschi verso la riduzione dei consumi

La siccità si fa sentire sempre di più anche sul sistema idrico potabile di Bergamo e provincia. Secondo le ultime rilevazioni di Uniacque, le sorgenti che alimentano i serbatoi collegati alle abitazioni hanno registrato riduzioni della portata comprese tra il 10% e il 40%. La situazione più preoccupante riguarda soprattutto l’Isola bergamasca, la Valle Imagna e la Bassa Val Brembana. Per questo Uniacque si prepara a chiedere ad alcuni sindaci nuove ordinanze per vietare l’utilizzo dell’acqua potabile per scopi diversi da quelli alimentari e igienico-sanitari.

Dalle raccomandazioni ai divieti

In base a quanto riporta L’Eco di Bergamo lo scorso mese Uniacque aveva già invitato tutti i Comuni della provincia a valutare l’adozione di ordinanze per raccomandare ai cittadini di evitare gli utilizzi non essenziali dell’acqua. Tra questi, il riempimento delle piscine, il lavaggio delle automobili e l’irrigazione dei giardini nelle ore serali.

Ora, però, l’andamento dell’estate ha spinto la società a passare alla fase successiva del proprio piano di emergenza.

«Questa è solitamente la prima azione prevista dal nostro piano di emergenza, che viene messo in atto in caso di crisi idrica – ha spiegato il presidente di Uniacque Luca Serughetti. – Ora, visto che l’estate si sta dimostrando molto più siccitosa di quanto prevedessimo, si è reso necessario passare alla seconda azione».

La richiesta ai sindaci sarà quindi quella di vietare ai cittadini di utilizzare l’acqua potabile per usi diversi da quelli alimentari e igienico-sanitari. «Siamo arrivati a un punto in cui è necessaria una collaborazione più performante dei sindaci e della popolazione» – ha poi sottolineato Serughetti.

Le zone più in difficoltà

Il sistema idrico gestito da Uniacque può contare su circa 850 sorgenti. Le tre principali sono Nossana, Algua e la sorgente del Costone, che al momento continuano a garantire una situazione relativamente stabile.

«Queste tre, essendo molto grandi, stanno tenendo» – ha proseguito Serughetti. Il problema riguarda soprattutto la maggior parte delle altre sorgenti, molto più piccole e quindi maggiormente esposte agli effetti dell’elevato consumo estivo.

Con le precipitazioni che continuano a essere scarse, infatti, le sorgenti fanno fatica a ricaricarsi. Il risultato è un progressivo peggioramento della situazione in alcune aree della provincia.

In particolare, Uniacque segnala criticità nell’Isola bergamasca, nell’area compresa tra Palazzago, Pontida e Capriate, in Valle Imagna, tra Roncola e Brumano, e nella Bassa Val Brembana.

Tra 20 e 30 Comuni interessati

L’elenco definitivo dei Comuni nei quali verrà chiesto di introdurre il divieto non è ancora stato stabilito. Il numero, secondo le prime indicazioni, dovrebbe comunque essere compreso tra 20 e 30.

La definizione arriverà dopo una nuova analisi delle telemetrie del sistema idrico: «Domani verranno analizzate nuovamente le telemetrie e verranno definiti i Comuni a cui verrà chiesta la riduzione dei consumi» – hanno riferito da Uniacque.

Le nuove ordinanze dovrebbero rimanere in vigore fino a quando le condizioni meteorologiche e, di conseguenza, quelle idriche non saranno migliorate.

Criticità anche a Selvino e Tavernola

Problemi legati all’approvvigionamento idrico sono stati rilevati anche in altre zone della Bergamasca, ma in questo caso si tratta di situazioni più circoscritte. Tra gli esempi ci sono Selvino, in Val Seriana, e Tavernola sul Sebino.

Proprio a Tavernola Uniacque ha già dovuto adottare alcuni interventi per garantire la disponibilità d’acqua nelle frazioni più alte. Per ricaricare i relativi serbatoi sono state utilizzate autobotti e, a partire da oggi, è prevista anche l’installazione di un bypass che permetterà di collegare due sorgenti vicine e favorirne la ricarica.

Per gli utenti, finora, non ci sono state conseguenze sul servizio. A tal proposito Serughetti è intervenuto facendo una precisazione: «Si tratta comunque di interventi che non vengono avvertiti dagli utenti: l’acqua infatti nelle loro case non è mai venuta meno».

Cosa succede se la siccità peggiora

Il piano di emergenza di Uniacque prevede altre due fasi nel caso in cui la situazione dovesse ulteriormente peggiorare. Al momento non sono mai state applicate e la società auspica che non sia necessario farlo nemmeno quest’estate.

La prima misura prevede una riduzione della disponibilità dell’acqua in alcune ore della giornata, con una conseguente diminuzione della fornitura.

L’ultima fase, quella considerata più grave, prevede invece l’utilizzo delle autobotti nelle piazze per rifornire direttamente la popolazione.

L’obiettivo, al momento, è evitare di arrivare a questo punto. Ma la riduzione della portata delle sorgenti e l’assenza di precipitazioni rendono sempre più importante contenere i consumi. Per questo, nelle prossime ore, sarà definito l’elenco dei Comuni chiamati ad adottare le nuove misure.