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Vi presentiamo Marco Varnier il nuovo difensore nerazzurro

Vi presentiamo Marco Varnier il nuovo difensore nerazzurro
Atalanta 30 Giugno 2018 ore 09:20

In attesa del vice Cristante, altro colpo tra i giovani per l’Atalanta. La società nerazzurra ha chiuso con il Cittadella l’operazione che porta il difensore Marco Varnier alla corte di Gasperini. Il centrale classe 1998 firmerà un contratto di cinque anni e arriva a Bergamo per cinque milioni di euro più bonus. Considerando anche la presenza in rosa di Mancini, l’Atalanta completa così il reparto difensivo con Varnier e Bettella (classe 2000 in arrivo dall’Inter) e in un colpo solo ringiovanisce e mette nel gruppo difensori giovani, italiani e di prospettiva.

 

 

Chi è Marco Varnier. Il centrale in arrivo dal Cittadella è un giocatore molto interessante. Nell’ultimo campionato di Serie B con il Cittadella si è fatto spesso notare e secondo tutti i critici è uno dei migliori difensori che il campionato cadetto abbia messo in mostra quest’anno. Con il suo arrivo si completa il pacchetto di sei giocatori che chiedeva Gasperini: Toloi, Masiello e Palomino sono i titolari, mentre Mancini, Varnier e Bettella saranno le prime alternative a disposizione. Nato a Padova nel 1998, Varnier proviene dal vivaio del Cittadella e a nemmeno 20 anni, l’anno scorso ha collezionato 36 presenze tra campionato, playoff e Coppa Italia per una rincorsa alla Serie A che si è fermata in semifinale contro il Frosinone. La trattativa con i veneti andava avanti da un po’ di settimane, l’interesse di diverse squadre sul ragazzo era molto forte ma l’Atalanta, nonostante non possa certo garantirgli un posto da titolare, ha sbaragliato la concorrenza e ha fatto bingo.

Grandi nomi? No, giovani e rampanti. Il mercato degli orobici, fino a questo momento, è stato prettamente orientato ai giovani. Varnier è solo l’ultimo dei ragazzi messi nel gruppo, con Carraro (1998, centrocampista Inter) e Bettella a chiudere un cerchio iniziato con l’altro classe 1998 arrivato dalla Roma, Marco Tumminello. L’Atalanta, in attesa di sostituire Cristante, ha dunque piazzato per il momento tanti piccoli colpi di prospettiva e la costruzione della squadra continua nel solco tracciato dal lavoro di Gasperini. Il tecnico di Grugliasco, come tutti i suoi colleghi, vorrebbe giocatori pronti in ogni settore del campo ma il suo lavoro di costruzione di piccoli grandi giocatori passa dal cesello quotidiano di ragazzi dal grande potenziale, che hanno però bisogno di crescere ed essere educati al calcio da uno che ogni volta che scende sul terreno di gioco ha la capacità di inventarsi qualcosa di grande. Gasperini è uno dei migliori insegnanti di calcio in circolazione e i fatti dimostrano che la sua fortuna, a Bergamo, l’hanno fatta i tanti giovani di talento ingaggiati.

 

 

A 20 milioni giusto vendere, mai comprare. L’Atalanta nelle ultime due stagioni ha fatto grandi cose riuscendo a prendere a poco e a cedere a tanto. Quando il presidente Percassi dice che è impensabile per l’Atalanta comprare a certe cifre è una grandissima verità: in nome del bilancio e dell’equilibrio non è pensabile comprare di colpo giocatori per cifre folli come quelle che circolano in questo periodo. L’Atalanta ha una sua filosofia e i risultati, su tutti i fronti, dimostrano che è quella giusta. Un’operazione come quella per arrivare a Jankto dell’Udinese è sacrosanta e giusta se si resta sui 14-15 milioni di euro pagabili in cinque, sei esercizi, ma se Pozzo cambia idea dalla sera alla mattina e chiede 16 milioni cash (quindi da pagare sull’unghia) è chiaro che tutto diventa molto, molto complicato. In questa fase, per certe operazioni, è giusto attendere che i prezzi calino e le richieste diventino più ragionevoli, altrimenti per una società come l’Atalanta è doveroso attendere la crescita dei Pessina e dei Valzania senza fare follie sul mercato.

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