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2015, e l'Atalanta scelse Reja Cifre e nomi di un'evoluzione

2015, e l'Atalanta scelse Reja Cifre e nomi di un'evoluzione
Atalanta 23 Dicembre 2015 ore 09:30

Il 2015 sta per finire, ma in casa Atalanta il Capodanno è già arrivato. Così, è tempo di fare bilanci, guardando alle 39 gare che la Dea ha disputato e cercando di capire chi ha brillato di più e chi meno. Tanti dati da incrociare, un solo verdetto: l’Atalanta è una solida realtà che merita di stare in serie A.

 

B

 

Due allenatori, prima volta dopo tanti anni. Il primo dettaglio che balza all’occhio riguarda la guida tecnica. Dopo tanti anni, Stefano Colantuono ha terminato il 3 marzo scorso la sua esperienza al timone del gruppo nerazzurro e al suo posto è arrivato Edy Reja. Si è chiusa un’era importante: con 281 partite complessive il tecnico romano è il più presente sulla panchina orobica e per molti anni il suo record resterà quasi irraggiungibile. La scelta che prese la proprietà arrivò dopo quattro sconfitte consecutive subite contro Fiorentina, Inter, Juventus e Sampdoria: il fischietto così passò al quasi settantenne Edy Reja, che rivoluzionò la squadra. Dal 4-4-1-1 di Colantuono la Dea si è trovata a giocare con il 4-3-3, ma anche con il 3-4-3 e il mai accantonato 4-4-2. Al pragmatismo e ai risultati dell'ex-tecnico di Anzio si contrappone un gioco armonioso, corale e bello da vedere, per una Dea che non ha mai rischiato veramente la retrocessione e che oggi viaggia stabilmente nella parte sinistra della classifica.

 

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11 vittorie e 13 pareggi in 39 gare. Il computo totale delle 39 gare disputate nel 2015 (22 del campionato 2014/2015 e 17 del campionato 2015/2016) è di 11 vittorie e 13 pareggi a fronte di 15 sconfitte. I punti conquistati sono 46, la media è di 1,17 a partita che certifica come il gruppo nerazzurro alla lunga sia in linea con i programmi: per la permanenza in Serie A, un passo simile è sufficiente. Ciò che regala fiducia, oltre alle prestazioni, è la tendenza di questa stagione. Con 11 punti in 22 gare del campionato scorso (solo 4 vittorie) il finale di stagione era suonato un po’ come una liberazione. Poi l'estate ha portato aria fresca, e nel campionato in corso la squadra ha raccolto 24 punti in 17 giornate, media che garantirebbe il superamento di quota 50 e quindi nuovo record stagionale. Con Reja l’Atalanta nella stagione 2015/2016 vince molto ma perde anche spesso (solo 3 i pareggi), dal punto di vista realizzativo la differenza reti globale è di -9 (46 gol fatti e 55 subiti). Anche qui, però, negli ultimi mesi le cose sono migliorate visto che nella stagione in corso con 19 gol fatti e 19 gol subiti la squadra orobica l’unica ad avere in pari il bilancio tra reti realizzate e subite.

 

Pinilla carmona

 

Pinilla bomber del 2015, Denis e Gomez a ruota. Nonostante squalifiche ed infortuni, il bomber atalantino del 2015 è Mauricio Pinilla. Il numero 51 cileno ha realizzato un totale di 9 reti, 6 l’anno scorso e 3 quest’anno. A lui va anche la palma dell’attaccante più spettacolare: le reti contro Cagliari, Torino, Cesena e Sassuolo sono cartoline da conservare negli archivi atalantini, difficili da dimenticare. A quota 8 reti troviamo German Denis e Papu Gomez. Per il Tanque, 5 gol nella seconda parte del campionato scorso e solo 3 in quello attuale: da un lato ci sono le difficoltà fisiche, dall'altra la soddisfazione per un record complessivo che lo colloca in testa alla classifica assoluta dei bomber stranieri dell'Atalanta. Quanto a Gomez, il 2015 è stato un continuo crescendo. L’anno scorso di questi tempi il “Papu” si allenava a Zingonia in solitaria per recuperare la forma perduta, pian piano le prestazioni sono migliorate e il gol realizzato al Napoli domenica scorsa è il quinto della stagione, ottavo assoluto del 2015. Sorriso a denti stretti, invece, per Maxi Moralez: nel 2015 ha fatto 3 reti (Genoa e Inter più Verona quest’anno). Il Frasquito ha segnato tanto quanto l’ex atalantino Zappacosta e solo un gol in più di Stendardo e Migliaccio. Ripensando agli errori contro Frosinone, Sassuolo (rigore), Fiorentina, Roma e Napoli (tanto per citare solo quelli più eclatanti) è chiaro che se il numero 11 nerazzurro dovesse aggiustare la mira l’Atalanta potrebbe ancora tranquillamente migliorare.