Lazar Samardzic ha bisogno di fare grandi partite. Per l’Atalanta, certo, ma anche e soprattutto per se stesso. Parliamo di un ragazzo classe 2002 che ha ancora tutta la carriera davanti, ma dopo essersi fatto notare con l’Udinese siamo ancora in attesa della sua consacrazione.
Adesso è giusto pensare – e sperare – che possa trovare spazio a causa dell’infortunio di De Ketelaere e quindi far fruttare le sue indubbie qualità che troppe volte ha mostrato solo a intermittenza.
A Samardzic non fanno difetto tecnica e capacità di mettere in campo giocate a effetto, ma finora è mancata la continuità, che a certi livelli è assolutamente necessaria. Non basta fare bene una partita sì e una no: per affermarsi nel calcio che conta bisogna essere bravi a girare pagina ogni volta e provare sempre ad alzare ancora il livello. Anche perché con il numero 10 sulle spalle le responsabilità sono ancora di più. Il ragazzo ha tutto per sostenerle, ma deve trovare il modo di mostrarlo.
A gennaio si è parlato tanto di un suo possibile addio, ma non c’è stato nulla di concreto e lo stesso giocatore ha smentito questa opzione. Ormai è il passato, si guarda solo avanti, consapevoli che il valore del giocatore c’è, ma va messo in campo. Come detto, per l’Atalanta, ma soprattutto per lui, che ha bisogno di salire in cattedra e prendersi un ruolo da vero protagonista.