Che succede?

Adesso non è più emergenza, gli infortuni stanno diventando un problema cronico

Inspiegabile il ritmo con cui si verificano e si susseguono i problemi muscolari che stanno condizionando i nerazzurri

Adesso non è più emergenza, gli infortuni stanno diventando un problema cronico
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Premessa: non sono tutti uguali. C’è infortunio e infortunio, ci sono momenti diversi in cui si sono verificati, come ad esempio quelli di Hien e Sulemana.

Incideranno i tanti impegni (ma c’erano anche in passato, la Dea gioca nelle coppe praticamente da dieci anni di fila…) che si sono mal combinati con la sosta di tre settimane a fine settembre (un po’ tutte le squadre stanno avendo lo stesso tipo di problema, si è fatto male anche l’arbitro La Penna), ma è evidente che in casa nerazzurra ci sia un problema serissimo di infortuni muscolari. Non traumatici, muscolari.

A Firenze, Kristensen si è fermato dopo meno di 2 minuti. Allungo su Pellegrino, anticipo e stop al flessore. Dopo 20-25 minuti di riscaldamento, il giocatore scende in campo e al primo allungo si ferma. Contro il Frosinone era successo a Bellanova, al 20′ circa.

Tornando a Firenze, nella ripresa è uscito Gaetano toccandosi l’inguine: non è uno che in queste settimane ha giocato sempre e comunque per 90 minuti (come invece ha fatto Kristensen), eppure si è fermato. Come è successo a Scamacca negli ultimi 15 minuti di Atalanta-Frosinone. E non ha fatto corse e sprint da urlo.

Complessivamente, l’Atalanta sta pagando un prezzo altissimo in ogni partita. Scalvini e Kossounou si sono fermati per problemi fisici praticamente subito, non dopo tante partite. Kolasinac è logoro? Può essere, ma Raspadori? Lui ha avuto addirittura una ricaduta.

Qui è fondamentale che a Zingonia si trovi una soluzione. Ogni volta che la Dea scende in campo a distanza di pochi giorni c’è la paura che altri si possano fermare. E questo non aiuta neppure l’umore della squadra. Urge trovare una soluzione.