Quando le prestazioni sono positive e il percorso, cammin facendo, trova certezze e nuovi protagonisti, significa che il lavoro sta pagando e i valori ci sono.
Lo vedi soprattutto dai ragazzi, anche da quelli che in passato hanno avuto qualche tentennamento o, peggio ancora, sono rimasti ai box per problemi fisici continui e fastidiosi. A Bologna, i difensori Ahanor (2008) e Scalvini (2003) e all’esterno Bernasconi (2003) sono stati protagonisti di un’ottima partita, a conferma di come la rosa sia di alto livello.
La conferma di Scalvini, che già era stato tra i migliori contro la Roma, è preziosa, perché le qualità del difensore cresciuto nel vivaio le conosciamo e sono importanti. Gli infortuni non lo hanno aiutato, ma quando esci da un periodo difficile e scendi in campo con quella voglia, quella grinta, quella determinazione che abbiamo visto al Dall’Ara tutto diventa più semplice.
Discorso simile per Ahanor: il ragazzo è un talento, ma come tutti i giovani possono arrivare (e vanno affrontati) periodi meno brillanti. Lui lo ha vissuto ed è andato oltre. A Bologna ha sostituito alla grande Kolasinac e questo è un grande segnale.
Chiudiamo con Bernasconi. Il laterale di Arcene sta crescendo in personalità e piglio, soprattutto quando si spende in avanti, e la sensazione è che non abbiamo ancora visto tutto ciò di cui è capace. Corsa e tecnica non mancano, se trova anche i tempi giusti e continua a migliorare in fase offensiva, Palladino si troverà per le mani un altro elemento su cui costruire un pezzo dell’Atalanta che verrà. Insomma, da Bologna i bergamaschi sono tornati con 3 punti, ma anche con tante nuove conferme.