L'editoriale di Xavier Jacobelli

Ajax-Dea, il calcio è un gioco d’attacco. Un pari che vale come una vittoria

Ajax-Dea, il calcio è un gioco d’attacco. Un pari che vale come una vittoria
27 Ottobre 2020 ore 23:45

di Xavier Jacobelli

Ogni volta che l’Atalanta scende in campo in Champions e la vedi giocare come ha giocato con l’Ajax, il tifoso si stropiccia gli occhi, si esalta e si spella le mani. La spettacolare rimonta con l’Ajax, una delle più belle, blasonate e ammirate realtà del calcio europeo ha esaltato di nuovo la grandezza di questa squadra e la straordinaria bravura del suo allenatore. Né il rigore né la papera di Sportiello che poi si è ampiamente riscattato, hanno impedito ai nerazzurri di inseguire i Lancieri e di riagguantarli grazie a quella spaventosa forza della natura che risponde al nome di Duvan Zapata.

La potenza di questo attaccante è devastante, la sua abilità nel gioco aereo gli permette di colpire in modo micidiale. Tanto più passa il tempo quanto più ci si rende conto di come quei 24 milioni sborsati da Percassi per il colombiano siano stati spesi nel modo migliore. Che il confronto fra l’Ajax d’Italia (copyright Hateboer) e l’Ajax Originale sarebbe stato intrigante, era assodato. L’una e l’altra formazione amano il gioco d’attacco, non conoscono tattiche rinunciatarie, amano affrontare l’avversario a viso aperto. Un calcio d’attacco, a ritmi forsennati, esaltato dalle individualità. Nelle fila olandesi, come non apprezzare Antony, Gravenberch, Traoré, Neres, talenti purissimi che dimostrano come l’Ajax possegga questa incredibile capacità di autorigenerarsi, nonostante ogni anno ceda al miglior offerente i gioielli che allinea nella bellissima Johan Cruyff Arena.

Ecco perché questo pareggio assume il significato di una vittoria, sebbene nessuno debba illudersi sul prosieguo del cammino nel girone D che sarà lastricato di difficoltà, a cominciare dal 3 novembre, il giorno di Atalanta-Liverpool. Ma, ora più che mai, dopo avere rimirato questa Dea rimontare l’Ajax come l’ha rimontato, bisogna avere fiducia in una squadra che non finisce mai di esaltarsi e di esaltare i propri tifosi. Quelli che l’hanno accompagnato allo stadio con una fiaccolata rivelatasi decisamente beneaugurante.

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