Allo stadio sempre più gente Succede quasi solo a Bergamo

Allo stadio sempre più gente Succede quasi solo a Bergamo
Atalanta 10 Giugno 2015 ore 10:44

Tra pochi giorni inizieranno i lavori di ammodernamento dello stadio di Bergamo, con la sensazione diffusa che stavolta si sia, finalmente, davanti ad una svolta per quanto riguarda l'impianto di Viale Giulio Cesare. Mentre aspettiamo di capire come sarà il progetto dei nerazzurri abbiamo analizzato la situazione dell'impianto bergamasco. Quanta gente ci va? Qual è la tendenza rispetto alle ultime stagioni e rispetto alle altre realtà del campionato? A che punto sono gli altri impianti che stanno cambiando forma? Tante domande, risposte curiose che regalano spunti molto interessanti soprattutto ragionando su dimensioni e sfruttamento delle strutture che ospitano le gare di Serie A. A Bergamo l'affluenza è aumentata di fronte ad un calo generale di quasi mezzo milione di persone nell'ultimo anno nel resto del Paese, e l'Atalanta è il solo club della massima serie, assieme a Juve e Chievo, ad aver visto la sua media spettatori salire.

Il panorama italiano. In questa stagione sono stati utilizzati in Serie A sedici stadi. Quattro di questi (Verona, Genoa, Milano e Roma) sono stati usati da due squadre, che hanno impegnato ogni settimana il manto erboso, mettendolo a dura prova. Gli spettatori sono stati in tutto 8.381.746 nelle 380 partite disputate, con una media a gara di 22.057 tifosi: solo 3 impianti su 16 (Cagliari, Empoli e Udinese) non sarebbero stati sufficienti per accogliere questa media. Rispetto all'anno scorso il calo è considerevole (-470.000 tifosi). Il dato globale è tuttavia simile alla stagione 2012/2013 (-50.000) e alla stagione 2011/2012 (+50.000) a conferma che nell'era delle pay-tv non hanno più ragione di esistere impianti da 70/80mila posti che non riescono ad essere adeguatamente sfruttati dalle società.

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Bergamo in controtendenza. Lo stadio Comunale di Bergamo, vetusto e scomodo secondo la stragrande maggioranza degli appassionati, ha accolto in questo campionato poco più di 288.000 persone. L'incremento rispetto alla stagione passata è significativo (+18.345 persone) e risulta essere in linea con le altre due stagioni disputate in Serie A dalla società nerazzurra (-4.487 rispetto al 2012/2013 e -6.302 rispetto al 2011/2012). Nell'impianto di Bergamo sono entrati in media 15.160 spettatori per ogni partita della Dea. E considerando una capienza di 24.726 posti il calcolo è presto fatto: a Bergamo lo stadio viene sfruttato per il 61% delle sue possibilità. Se da un lato questo dato può sembrare molto basso, basta analizzare la realtà della Serie A per capire che la Dea è in quinta posizione assoluta per quanto riguarda la percentuale di riempimento delle tribune. Questo dimostra, a prescindere dallo spettacolo offerto, che la gente dell'Atalanta è sempre e comunque vicina alla squadra.

Quanto sono pieni gli altri stadi. Detto dello stadio bergamasco ed escludendo l'Udinese (la ristrutturazione in atto ha ridotto la capienza a 9.677 posti con oltre 8.900 spettatori presenti ogni domenica), le altre 18 compagini della massima serie hanno vissuto molto spesso partite con ampissimi spazi vuoti sulle tribune. La Juventus è la prima in assoluto in questa speciale classifica: con una capienza di 41.475 spettatori ed una media partita di 38.553, l'impianto della Vecchia Signora è stato riempito in media al 93%. Dietro ai bianconeri troviamo la Fiorentina (43.234 posti a sedere, in media 30.309 spettatori e 70% di stadio riempito) con le due retrocesse Cesena (68%) e Cagliari (67%) che hanno riempito lo stadio poco più dell'Atalanta.

Il flop dei grandi impianti.  Ciò che stupisce è il flop dei grandi stadi. San Siro è stato riempito in meno della metà dei posti disponibili sia dall'Inter che dal Milan (45%), mentre Roma (55%) e Lazio (48%) hanno visto occupati in media il 52% dei seggiolini dell'Olimpico. E un'arena storicamente sempre piena, il San Paolo di Napoli, ultimamente mostra al presidente De Laurentiis solo poco più della metà dei posti occupati (54%).

In fondo c'è il Chievo. La media di riempimento degli stadi di Serie A si attesta poco sopra il 58%: il fanalino di coda è il Chievo Verona che in questa stagione ha portato al Bentegodi  un quarto degli spettatori che avrebbero potuto starci (27%). Tutti questi numeri confermano che il rinnovamento degli stadi italiani non è soltanto necessario per dare nuova linfa alle casse delle società con le attività collegabili alle strutture. È anche auspicabile per andare incontro alle reali esigenze dei tifosi e riducendo la capienza degli impianti. Stadi più piccoli, più confortevoli e funzionali per dare la possibilità ai supporters di vivere al meglio le partite.

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Biglietti e abbonamenti. Prima di analizzare la situazione dei progetti che interessano gli impianti di Serie A, diamo uno sguardo alla percentuale di abbonati e biglietti venduti rispetto al totale. A Bergamo, in media, il 30% dei tifosi presenti allo stadio hanno acquistato il tagliando, con una tendenza confermata dall'intero campionato: dal 17% del Genoa al 62% del Cagliari (che ad inizio stagione non aveva pronto lo stadio) la media dice 33,16% di biglietti venduti. Per 13 compagini su 19, la gara interna che ha fatto registrare il picco di spettatori è stata quella contro la Juventus (la Vecchia Signora ha fatto il record interno di presenze contro il Napoli), ma dai dati ufficiali emerge una cifra molto curiosa: nessuna partita ha visto il tutto esaurito reale. Considerando un minimo di scarto per motivi di sicurezza, Milan-Inter ha avuto 79.173 spettatori (a fronte di una capienza di 81.277 posti)  con oltre 60.000 tagliandi venduti.

Gli impianti rinnovati. L'Atalanta inizierà con l'ammodernamento del Comunale dopo il 15 giugno, la Juventus è ormai a posto da alcune stagioni ma le altre squadre? A Udine lo stadio è in via di completamento, la Curva sud dovrebbe essere finita per dicembre 2015 e il colpo d'occhio è già molto particolare. La Roma ha presentato il progetto ma siamo ancora nelle prime fasi. Milan e Inter ne parlano spesso ma non ci sono concreti passi in avanti. Così, dopo Juventus e Sassuolo, se Percassi riuscisse ad acquistare il Comunale, l'Atalanta potrebbe diventare la terza società di A con lo stadio di proprietà.