Contro il muro

Anche la Juve lo ha confermato: contro chi si chiude a riccio, la Dea fa fatica a segnare

Una volta passati in vantaggio, gli ospiti si sono arroccati dietro cercando ripartenze: alla Dea sono mancate soluzioni per fare gol

Anche la Juve lo ha confermato: contro chi si chiude a riccio, la Dea fa fatica a segnare

Sembra un paradosso, perché parliamo della quarta squadra del campionato. Eppure il discorso vale molto di più oggi, a due giorni dalla sfida persa 0-1 contro la Juventus, che dopo il Lecce. Il Genoa in trasferta, il Sassuolo in trasferta.

Il concetto è semplice: l’Atalanta è stata nettamente superiore alla Juventus. Poi, quando i bianconeri hanno approfittato del gentile omaggio confezionato per Boga da Djimsiti, Carnesecchi e in parte Scalvini, è mancato qualcosa. Non nella qualità, ma nelle soluzioni.

La Juventus ha accettato di difendersi praticamente nell’area piccola e le azioni pericolose nerazzurre sono arrivate quasi tutte da calcio piazzato. Con Scalvini a fare da torre. Nessuna conclusione da fuori area, poca lucidità nello sviluppo sugli esterni, con cross deboli e prevedibili, ma soprattutto niente stoccate serie da lontano.

Perché? Eppure Raspadori e De Ketelaere hanno quella giocata, la volontà dei bergamaschi di arrivare con il gioco a liberare i compagni al tiro è stata encomiabile, ma ogni tanto bisogna cambiare spartito.

Mettersi a quattro in difesa? Lasciare le due punte vicine? Usare Samardzic da quinto invece di Bellanova nel finale? Tutte opzioni che si sarebbero potute utilizzare per raddrizzare una gara che è andata storta rispetto a quelli che erano i meriti. Nel calcio, però, a volte capita.

In questo momento bisogna avere la lucidità di trovare soluzioni anche diverse in certi frangenti. L’Atalanta, contro chi si difende e basta, fa davvero fatica a ribaltare le gare.