L’Udinese è una squadra fisica e tosta. All’andata, l’ex Zaniolo ha deciso la partita contro una Dea troppo brutta per essere vera, che giocò la terzultima delle gare che hanno poi portato all’esonero di Juric.
Detto che i friulani in stagione si sono tolti anche la soddisfazione di battere Inter, Napoli e Roma, chiaramente quella di oggi (7 marzo) a Bergamo è una partita nettamente condizionata dal momento che sta vivendo la Dea. Non dovrebbe essere così, ma, nei fatti, un po’ di pressione la gara di martedì (10 marzo) contro il Bayern in Champions te la mette e quindi è normale che tutti ci pensino.
Il problema principale è che l’Atalanta di rincorsa, capace nel 2026 di vincere 7 partite, pareggiarne 2 e perderne solo una delle 10 giocate in Serie A, deve cercare di riscattare la sconfitta con il Sassuolo per restare attaccata al treno di quelle davanti senza farsi avvicinare da chi insegue. Squadre come Bologna (-6) e Sassuolo (-7) sperano in altri passi falsi dei nerazzurri per avvicinare un settimo posto che, con la Dea che potrebbe raggiungere la finale di Coppa Italia contro una tra Como e Inter, potrebbe valere la Conference League.
La partita di oggi è quindi complicata per il valore dei friulani, ma anche e forse soprattutto per la sfilza di gare che gli uomini di Palladino stanno affrontando essendo ancora in gioco in tutte le competizioni. Non è il momento di guardare alla bellezza o alla qualità del gioco, siamo nella fase decisiva della stagione (all’inizio di questa fase, per la verità) e non si possono perdere altri punti preziosi per strada. Oggi l’Udinese vale tanto quanto il Bayern.