Sfumature

Assenze? No, il problema sono atteggiamento e dettagli. Perché in Champions League contano quelli

A certi livelli, contro avversari così forti, devi essere bravo a non sbagliare nulla e a capitalizzare al massimo ogni situazione. Non è andata così

Assenze? No, il problema sono atteggiamento e dettagli. Perché in Champions League contano quelli

Quel pallone da sinistra a destra che il Borussia ha subito controllato e poi rimesso al centro grazie all’iniziativa di Ryerson per Guirassy, lo stacco del guineano con Kossounou, passivo sono tutti pezzi di un puzzle (iniziale) che ha inciso in modo totalmente negativo sulla partita che ieri (17 febbraio) l’Atalanta ha perso a Dortmund.

I nerazzurri sono scesi in campo con un’attenzione e una cattiveria agonistica e sportiva meno intensa di quanto ci saremmo aspettati e la gara si è messa subito male, su binari che non si volevano proprio imboccare.

A questo va aggiunto che per tutto il primo tempo da Scamacca non è arrivato quell’aiuto, sempre in termini di lotta per la causa, che in certe partite è fondamentale. Il ragazzo ha mezzi tecnici che conosciamo e capacità superiori rispetto a Krstovic, ma deve fare di più (molto, per la verità) per meritarsi un posto che, oggi, pare giusto dare al montenegrino, che quando è entrato dopo l’intervallo si è subito fatto vedere con maggiore incisività.

Sempre nel primo tempo, il gol del 2-0 è stato preso con una di quelle azioni che non dovresti mai subire. Qui il problema è stato di natura tattica. La palla in profondità per Guirassy sulla corsia mancina, con il guineano che è partito dalla sua metà campo, ha permesso ai padroni di casa di vincere il duello in allungo contro Djimsiti e trovare al centro Beier da solo. È stato il colpo del ko, con la squadra orobica che ha tenuto bene il campo, ma ha pagato a caro prezzo alcuni “momenti” del match. Soprattutto a livello di atteggiamento e di dettagli.