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Il bel pareggio col Genoa è tutto «made in Zingonia»

Il bel pareggio col Genoa è tutto «made in Zingonia»
Atalanta 07 Gennaio 2015 ore 13:04

Un punto “made in Zingonia”. Sul campo del Genoa, terza forza del campionato prima della gara contro i nerazzurri, l’Atalanta ha dato delle risposte molto importanti. Dal punto di vista tecnico, tattico e soprattutto da quello caratteriale sono arrivati segnali che meglio non potevano far iniziare il 2015 a Stefano Colantuono. A parte Maxi Moralez, capocannoniere ma soprattutto faro in campo per la manovra d’attacco, tutti i sorrisi arrivano da chi, calcisticamente parlando, è nato e cresciuto a Zingonia. Un orgoglio tutto bergamasco.

Bello da applausi. La prima menzione è sacrosanto tributarla a GianPaolo Bellini. Il terzino di Sarnico è sceso in campo per la seconda volta da titolare in stagione, la prima apparizione fu quella contro la Roma e l’esperienza del 22 novembre 2014 contro Ljajic non era poi andata così bene. Sinceramente, nell’immediata vigilia, pensare alle doti atletiche e di rapidità di Iago Falque o Lestienne lasciava brutte sensazioni pensando al navigato difensore bergamasco, ma il campo ha smentito tutti.

Nonostante una zuccata sul naso e un finale di gara in affanno (verso l’80’ minuto dalla panchina si stava alzando Scaloni perché Stendardo lanciava segnali di allarme sulla tenuta del capitano), Bellini ha giocato una partita praticamente perfetta. Con un po’ di mestiere ha sempre sporcato la palla avversaria, dal punto di vista tattico si è sempre fatto trovare nel posto giusto al momento giusto e nel complesso ha permesso alla squadra di gestire senza particolari affanni la veemenza della formazione di Gasperini.

Con Zappacosta o D’Alessandro davanti a lui, è cambiato molto poco. Nel finale di gara Spinazzola ha palesato qualche difficoltà in più sotto il profilo mentale, ma anche in quel frangente l’esperienza del terzino di Sarnico ha permesso di non perdere la bussola dando risposte che sicuramente Colantuono sapeva di poter avere ma che, dimostrate sul campo, hanno tutto un altro sapore.

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Finalmente Daniele Baselli. Senza Luca Cigarini, toccava ancora una volta a lui. Questa volta nel 4-4-1-1 vicino a Carmona, nel ruolo forse più congeniale ma contro un avversario tosto e perennemente aggrappato alle sue caviglie. Anche qui, i dubbi erano tanti, ma per la prima volta da quando gioca con la maglia dell’Atalanta la risposta sul campo di Daniele Baselli è stata quella di un giocatore vero. Non di una promessa, non di un giovanotto di belle speranze, ma di un giocatore vero.

Come tutta la squadra, nella prima mezz’ora, il numero 16 ha patito in fase di costruzione il pressing dei genoani. Quando però è riuscito ad innescare il suo destro, il piede ed il cervello si sono connessi come capita ai migliori e la giocata per Zappacosta nello spazio è stata semplicemente deliziosa. Il primo assist della sua stagione è valso lo 0-1, il momento che però meglio dimostra la grande partita di Baselli è quello che ha portato al raddoppio. Dopo l’intervallo, il Genoa è rientrato in campo con qualche minuto di anticipo rispetto ai nerazzurri. Sembrava il segnale di una pronta riscossa e, invece l’Atalanta, dopo essersi bevuta in scioltezza il tè caldo ha iniziato la ripresa molto bene. E Baselli ha creato dal nulla l’azione dello 0-2: contrasto forte con Roncaglia, palla rubata e ripartenza nello spazio. Transizione gestita molto bene, tocco in profondità su Moralez con tunnel a De Maio e risultato che sembrava in ghiaccio.

Quello che è successo dopo con la doppia sfortuna nel rimpallo di Benalouane (sia sul rigore che sull’azione del 2-2 è stato un tocco fortuito a favorire i genoani) lo abbiamo visto tutti, ma la tara della partita ci lascia una prestazione davvero molto buona di Baselli. Che, a questo punto, potrebbe anche giocare di nuovo contro il ChievoVerona domenica pomeriggio al Comunale con Cigarini in panchina. Non sarebbe affatto uno scandalo.

Il nuovo “Zappa” e il vecchio “Sporti”. Gli ultimi due ragazzi “made in Zingonia” che hanno lasciato un marchio indelebile su Genoa – Atalanta sono Davide Zappacosta e Marco Sportiello. L’estremo difensore al termine di una gara abbastanza normale fatta di tante uscite sicure, ma di nessuna parata da urlo è riuscito a mettere la classica ciliegina sulla torta con un bellissimo tuffo a salvare il 2-2 su Fetfazidis.

La parata è stata davvero importante, il fatto che sia arrivata al 94’ testimonia come la tenuta psicologica dell’uomo di ghiaccio che abita ad Alzano sia costante e il confronto con l’altro baby-fenomeno della porta Perin (la Nazionale, tra i pali, ha veramente un futuro assicurato) è andato agli archivi con un sostanziale pareggio visti gli ottimi interventi di entrambi.

Davide Zappacosta, invece, ha stupito. Tutti conoscevamo le sue doti di corsa sulla fascia destra, a Genova ha fatto vedere ottime cose giocando a centrocampo nella zona sinistra. Gol a parte, ciò che ha lasciato le sensazioni più positive è stato l’atteggiamento e la tranquillità con cui il ragazzo di Sora ha gestito senza alcun tipo di problema ripartenze e contenimento. L’opzione è molto preziosa per Colantuono, in attesa del mercato (sembra certo l’arrivo di almeno un esterno)  l’alternativa che non ci si aspettava potrebbe già essere in rosa.