È successo qualcosa di grande. A poche ore dal trionfo atalantino contro il Borussia Dortmund, schiantato con un 4-1 da leggenda per come è arrivato, ma ampiamente, profondamente, nettamente meritato nel punteggio, la sensazione è quella di aver assistito a un momento storico. Alla conferma che il calcio, le storie di calcio, le imprese del calcio si assaporano da fuori, ma si costruiscono in campo. Con gli uomini giusti nei posti giusti.
Il gruppo nerazzurro è una roba seria. Nonostante questa non sia una squadra costruita, plasmata, modellata fin da inizio stagione a immagine e somiglianza di Palladino, le imprese stanno diventando tante.
Il 4-1 al Borussia Dortmund segna un prima e un dopo. Il 3-0 alla Juventus in Coppa Italia aveva portato la Dea in semifinale, con il campionato che vede i nerazzurri a ridosso della zona Europa. Senza perdere qualche punto di troppo per strada si sarebbe potuti essere più in alto, certo, ma bisogna guardare avanti.
Qui siamo in mezzo a qualcosa di sensazionale. Magari finiremo la stagione con in mano meno di quanto i sogni di questa notte ci possano far pensare, ma non importa. L’Atalanta è una squadra di alto livello e lo ha dimostrato. Non sui giornali, non nei commenti, sul campo. Lì dove la maschera delle dichiarazioni, delle proteste, di tutto quello che è colore viene gettata via e restano gli uomini. I loro gol, i loro assist, le corse a perdifiato per il compagno. Un esempio per tutti, un privilegio di pochi. L’orgoglio di un popolo che quel pallone di Samardzic ha scaraventato in porta con tutto il cuore. Prima di scatenare la festa. E che festa, amici nerazzurri!