L’eliminazione dell’Atalanta dalla Champions League non è sorprendente. Agli ottavi di finale di una competizione simile è nella logica delle cose che la squadra orobica possa uscire dai giochi.
L’Atalanta si è meritata sul campo di partecipare a questa edizione (come alle altre), poi il confronto con il Bayern è stato impari e va ribadito come a questi livelli vanno avanti le più forti, a meno che ci sia un sorteggio fortunato a darti un assist prezioso.
Nelle ultime ore, in sala stampa ma anche nelle varie chiacchiere da bar e sui social, la considerazione più diffusa è stata questa: l’Italia è fuori dai giochi agli ottavi di finale, nessuna formazione del nostro calcio è entrata tra le prime otto d’Europa. Vero, verissimo. Ma non si dia la colpa all’Atalanta. I ragazzi di Palladino hanno fatto quello che potevano, se a questo punto del cammino non ci sono Inter, Napoli e Juventus è un problema loro, non del calcio italiano. Tantomeno dell’Atalanta.
La vincitrice dello scudetto 2024/25 si è fermata alla League Phase non entrando tra le prime 24, la finalista dell’anno scorso ha perso sia all’andata che al ritorno con il Bodo e la Juventus non ha superato il Galatasaray prendendo cinque gol all’andata, con i turchi che sono usciti dai giochi perdendo 4-0 con il Liverpool. Insomma, agli ottavi era lecito attendersi almeno un’altra italiana e invece ci è arrivata solo l’Atalanta. Che ha fatto il massimo di quello che poteva fare.