Ormai è chiaro a tutti, anche se per l’aritmetica manca ancora qualcosina: il settimo posto della Dea varrà o meno la partecipazione alla prossima Conference League solo in base alla vincitrice della Coppa Italia, che si deciderà questa sera (13 maggio) nella finale tra Lazio e Inter.
Chi conquista il trofeo nazionale ha infatti diritto a un posto in Europa League, con la sesta di A (oggi il Como) che va in Conference. Se chi vince è fuori dalle prime sei posizioni, quindi, la settima (ovvero l’Atalanta) resta fuori da tutto. Se invece la vincente è già presente nelle prime sei posizioni della classifica, sarà Europa League per la sesta e Conference League per la settima.
L’Atalanta è in questa posizione da dieci giornate. Solo in quattro settimane si è spinta fino al sesto posto. Di fatto – lo dicono i numeri -, la Dea è nella posizione che ha dimostrato di meritare. Certo, con Palladino il rendimento sarebbe da quinto posto (45 punti in 35 partite), con una proiezione annua che supera i 68. Le valutazioni però si fanno su tutto il campionato e quindi la Dea saprà solo stasera – e per condizioni non dipendenti da lei – se giocherà la Conference.
Le valutazioni sulla stagione saranno ovviamente diverse se ci si qualificherà o meno a una competizione eruopea. Di certo, per tornare più in alto servirà fare molto di più, soprattutto con chi ogni anno sta più in fondo e dimostra di metterci cuore e grinta per provare a salvarsi. Ci sarà tempo in estate per questi ragionamenti, oggi è tempo di attendere la finale e sperare che la Lazio non vinca la Coppa Italia.