Al termine della vittoria sull’Athletic Club nel XXVII Trofeo Bortolotti, Maurizio Sarri ha fatto il punto in conferenza stampa sullo stato di forma della squadra, sul lavoro fatto finora e su diversi temi legati all’attualità nerazzurra, dal mercato agli infortuni, passando per un ricordo personale.
Il ricordo di Valter Polini
Un passaggio personale ha riguardato la scomparsa di Valter Polini: «Era un mio grande amico. I miei genitori hanno vissuto in quella zona ed erano fortemente legati a una famiglia, la cui figlia ha sposato Valter. Veniva spesso a trovarmi in Toscana, avevamo una forte amicizia: quella notizia, la mattina, mi ha fatto male».
Il tecnico ha poi voluto sottolineare il legame con la piazza: «Al di là del fatto che abbiamo una tifoseria tosta e calda, si nota un grande attaccamento tra città, tifoseria, società e giocatori. Un qualcosa di bello e solido, un’unione che ti dà la sensazione di appartenenza: fa veramente piacere».
La valutazione sulla gara
«Abbiamo giocato una partita ordinata, su discreti livelli visto il momento della preparazione in cui siamo – ha esordito il tecnico -. Sono contento, ma ho l’esperienza per sapere che conta fino a un certo punto: c’è ancora da progredire parecchio. Abbiamo una settimana per migliorare in vista di una partita importante».
Sarri si è detto soddisfatto di quanto visto in allenamento: «Ho trovato un gruppo con una grande predisposizione al lavoro, con una grande professionalità e un attaccamento alla società e all’ambiente, frutto del lavoro di tutti. La transizione è lunga, faticosa: avremo momenti di grande difficoltà, ma dovremo abbassare la testa e continuare a lavorare, non c’è altra strada. Il gruppo viene da un ciclo importante, serve una transizione sia nel modo di giocare sia nel gruppo».
Uno dei temi più sentiti dal tecnico riguarda la costruzione del gioco dal basso. «Nelle amichevoli precedenti la squadra aveva una media possesso palla del 60-70 per cento. Dobbiamo velocizzare le uscite, essere più fluidi: oggi non ci siamo riusciti. Ho visto la squadra che voglio nei primi 20 minuti del secondo tempo. Anche io ho avuto l’impressione di fare un po’ di fatica nell’uscire velocemente con la palla in larghi tratti della gara».
Sarri si è poi soffermato su un episodio tattico specifico, relativo alla difficoltà di mettere nelle giuste condizioni Gaetano: «Muovendo la palla dietro troppo in orizzontale, contro una squadra con un blocco stretto e ben organizzato, non riuscivamo a innescare Gaetano, nemmeno indirettamente: era filtrato e marcato. Anche gli interni devono cercarlo in modo più indiretto, e i centrali non devono muoverla da fermi, ma cercare di puntare gli avversari e farli uscire».
La linea dura sul mercato
Netta la posizione del tecnico sul calciomercato: «Il mercato non lo seguo, è molto noioso. Avete abituato una generazione a parlare solo di mercato: è un insulto al mio lavoro sentire parlare solo di questo». E ha anche criticato il calendario delle trattative estive: «I Mondiali hanno posticipato le trattative, ma le date del mercato sono una follia, andrebbe accorciato. Sei in ritiro con 25 giocatori e dopo tre settimane ne hai 7 nuovi e altri sono andati via: è un insulto per il nostro lavoro».
Sul direttore sportivo Giuntoli, il tecnico ha speso parole di fiducia: «È tra i più scaltri e importanti nel panorama europeo. Se ci sono occasioni, qualcosa farà sul mercato. Non sono mai stato un allenatore da mercato, da gestione: mi dà soddisfazione vedere come lavoriamo in allenamento».
E ancora: «Se il direttore può fare qualcosa sicuramente lo farà, ma non posso disperdere le mie energie su qualcosa di incontrollabile. L’obiettivo nel breve periodo è solo costruire una squadra in modo importante e solido: poi vedremo quanto tempo ci vorrà per ambire a qualcosa di importante, ce lo diranno il tempo e il lavoro per essere competitivi».
Uno sguardo anche al nuovo arrivato Kristensen: «Mi dicono sia un buon giocatore. Pongo attenzione ai giocatori che vedo giocare a quattro, per questo lui lo conoscevo meno, ma pare abbia le basi per diventare un giocatore forte anche in una difesa a quattro. Vedremo di riuscire a inserirlo nel nostro sistema: sarei stato più felice se fosse arrivato il 9 luglio».
Le ultime in vista del debutto
Sulle condizioni di De Ketelaere e Ahanor ha detto:«Proveranno a recuperare per la Conference, ma non sappiamo ancora con certezza. Sembrano infortuni di poca entità». Sarri ha poi parlato più in generale delle difficoltà legate ai rientri scaglionati: «Dopo il Mondiale, i giocatori che arrivano a rate: sembra il gioco dell’oca, torni al via e devi ricominciare da capo nel lavoro. È una difficoltà per quello che vogliamo fare, ma in allenamento ho visto cose positive e sono contento».
Sulla linea difensiva, spesso indicata come il reparto più delicato di questa fase: «Tutti mi dicevano che sarebbe stata la sfida più difficile. Non siamo ai livelli a cui aspiriamo di arrivare, ma non siamo nella tragedia che si poteva pensare. C’è grande applicazione da parte dei ragazzi, ci sta dando una grossa mano». Chiusura dedicata a Giacomo Raspadori: «Si sta impegnando molto, ma può fare di più. Sono un suo estimatore e mi aspetto di più da lui».