L'intervista

Percassi a cuore aperto: «Bergamo non deve mollare, stiamo perdendo la generazione più bella»

Ai microfoni della radio Rtl 102.5, il patron nerazzurro ha raccontato come sta vivendo l'immane tragedia che sta colpendo la sua Bergamo e tutta Italia

Percassi a cuore aperto: «Bergamo non deve mollare, stiamo perdendo la generazione più bella»
28 Marzo 2020 ore 11:48

di Andrea Licenziato

Dopo settimane di silenzio per rispetto dei tanti bergamaschi venuti a mancare all’effetto dei loro cari, è tornato a parlare il presidente dell’Atalanta Antonio Percassi. In un’intervista rilasciata a Rtl 102.5 il patron nerazzurro ha voluto mandare un messaggio alla sua gente: «Noi, come popolo, siamo abituati a non mollare. Bergamo non deve mollare, quella bergamasca è gente un po’ chiusa ma tanto generosa ed è abituata a lottare senza mollare mai, anche se è una cosa che non si è mai vista e non si è mai verificata. Quello che mi interessa, anche come società, è mandare un abbraccio a tutti quelli che stanno soffrendo e fare un grande ringraziamento a tutti i medici e gli operatori del settore che stanno facendo un lavoro incredibile. Sono stato in un ospedale e quando sei lì sembra un brutto sogno, ti viene solo da piangere e per fortuna ci sono queste persone che stanno facendo dei miracoli».

Nel corso della chiacchierata il numero uno atalantino ha espresso il suo pensiero sul Coronavirus: «Sto vivendo molto male questa emergenza, è una tragedia incredibile, è un virus che ci sta portando via la nostra generazione più bella. Le immagini dei camion dell’esercito incolonnati davanti il cimitero di Bergamo resteranno per sempre nel cuore di noi bergamaschi. Noi abbiamo avuto otto casi di positività tra persone che lavoravano per l’Atalanta ed è stata una cosa molto triste e dura, ma sta toccando anche i giovani. Siamo di fronte a una bomba sanitaria, un nemico trasparente, sta diventando una guerra mondiale».

Non è un mistero il rapporto strettissimo tra la tifoseria e la squadra. Percassi ne ha parlato così: «È un legame speciale, particolare, i nostri tifosi sono incredibili soprattutto nei momenti di estrema difficoltà, c’è un’alchimia speciale. Mi auguro che quanto conquistato dall’Atalanta in questi anni possa strappare un sorriso al popolo che ci segue in questi giorni difficili».

C’è stato spazio anche per ricordare con orgoglio le imprese eroiche della sua Atalanta: «È stato un crescendo di emozioni, a giugno saranno dieci anni da quando, con la mia famiglia, siamo tornati all’Atalanta. Dieci anni in crescendo, dalla promozione in Serie A ai nove campionati consecutivi disputati nella massima serie, dall’Europa League all’essere ora tra le migliori otto squadre della Champions. L’emozione più forte è stata la qualificazione ai quarti di finale di Champions e l’immagine della squadra che a fine partita a Valencia ha dedicato a Bergamo e ai bergamaschi una vittoria storica».

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