Foto atalanta.it
Dopo la doppia vittoria di sabato, contro Lecco e Juventus Next Gen, Nicola Beati ha parlato per la prima volta ai microfoni nelle vesti di allenatore dell’Atalanta U23, tracciando un primo bilancio di queste settimane di preparazione e guardando già al debutto ufficiale di sabato 15 agosto in Coppa Italia, sul campo del Cittadella.
Arrivato lo scorso luglio al posto di Salvatore Bocchetti, l’ex centrocampista perugino si è detto soddisfatto di queste prime settimane di lavoro a Zingonia: «Ho trovato un gruppo di ragazzi con una bella cultura del lavoro, e quindi quando c’è quella diciamo che gli è tutto facile» ha spiegato il tecnico, sottolineando come il turnover fisiologico tra Under 23, Primavera e prima squadra faccia parte della normale gestione di una squadra B.
«Sono dei passaggi come giusto che sia, come è normale che sia anche nelle squadre B servono anche a questo – ha aggiunto Beati, rimarcando come una larga parte della rosa sia cresciuta nel vivaio nerazzurro -. Mi ha fatto piacere riscontrare proprio una cultura, una propensione al lavoro che sicuramente è stata data dalla società negli anni».
Il cambio di modulo
Uno dei temi al centro della conferenza è stato il cambio di sistema di gioco, con l’addio al 3-4-2-1 che ha caratterizzato le ultime stagioni dell’Under 23 in favore di un impianto a difesa a quattro, in continuità con il nuovo corso tattico della prima squadra di Sarri. «Era una delle cose più stimolanti, perché comunque si va a toccare qualcosa che l’ambiente non era abituato da un po’ di tempo a vedere», ha raccontato Beati, spiegando la filosofia dietro la scelta.
«È solo una questione di idee, di priorità nell’azione. Cambia il principio: non più uomo su uomo a tutto campo, ma la palla che comanda. Questo mi piace perché mi dà l’idea di riuscire a comandare anche nella fase difensiva, mentre quando sei uomo su uomo dipendi un po’ dai movimenti degli altri. Vedo che iniziamo a mettere in pratica le idee che piacciono a me. Abbiamo ancora molto margine, c’è da lavorare, ma sono abbastanza fiducioso».
Prima esperienza da allenatore
Per Beati si tratta della prima esperienza da primo allenatore in una prima squadra, dopo anni da vice e collaboratore tecnico. Un passaggio vissuto con entusiasmo, condiviso fin da subito con Armando Madonna, oggi osservatore del settore giovanile atalantino e in passato suo compagno di lavoro all’Inter: «Col mio ex mister siamo oltre che aver lavorato insieme, grandi amici, quindi è stata forse la prima persona che ho chiamato».

Sulla pressione del nuovo ruolo, il tecnico ha usato parole serene: «È ovvio che ci sono delle responsabilità, però è anche un piacere, una gratificazione avere questa sensazione di essere responsabile di una cosa così grande. È durata fino al primo giorno di allenamento, poi diventa una cosa naturale».
Verso Cittadella
Chiusa la preseason con l’ultimo doppio test di sabato, la squadra si prepara ora al debutto ufficiale in Coppa Italia Serie C. «Oggi abbiamo fatto un bel tour de force, due amichevoli da 90 minuti, per dare più minutaggio possibile alla maggior parte dei ragazzi – ha spiegato Beati -. Non ci stiamo lavorando per questa partita specifica, ma stiamo cercando di fare un percorso per arrivare alle partite ufficiali nella maniera migliore possibile, un percorso di crescita che i ragazzi dovranno fare durante tutto l’anno. Da lunedì inizieremo a concentrarci bene sul Cittadella».
Sull’avversario, il tecnico si aspetta una gara complicata: «Mi aspetto una partita dura. Loro sono anni che viaggiano fra Serie B e Serie C, sono una società e una struttura collaudata, con giocatori d’esperienza. Mi aspetto sicuramente una partita con un ritmo più alto perché si giocherà la sera. Li ho visti un po’ con le amichevoli che hanno fatto con Torino e Padova: sono una squadra solida. Mi aspetto una partita scorbutica e speriamo di essere all’altezza e di fare bella figura».
La gestione della rosa
Infine, un passaggio sulla gestione di un gruppo squadra molto ampio in vista della prima gara ufficiale. «I ragazzi mi hanno facilitato il compito – ha detto Beati -. Ho visto che anche quelli che sono in attesa di essere trasferiti hanno l’atteggiamento corretto, sono positivi e propositivi nel gruppo: è veramente un piacere allenarli. Poi è solo questione di organizzazione, insieme al mio staff cerchiamo di farlo al meglio».
Sul futuro assottigliamento della rosa in vista degli impegni ufficiali, il tecnico ha aggiunto: «Con le partite ufficiali dovranno essere fatte delle scelte, il direttore lo sa, fa parte del mio ruolo. Mano mano che arriveranno le partite ufficiali si stringerà un po’ il cerchio, per cercare di lavorare con un numero di giocatori più consono a una squadra di calcio».