Parafrasando Antonello Venditti, verrebbe da esclamare «Benvenuti in Paradiso!», ma il rischio di essere fraintesi è evidente e non ci stupiremmo di vedere gli autori fare i debiti scongiuri. Il rimando è più modestamente al brano Amici mai del cantautore romano, quello che nel 1991 ricordava come «certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano».
Si può definire un piacevole ritorno anche quello di Leonardo Bloch, Stefano Colnaghi, Stefano Corsi e Pier Carlo Capozzi, già collaudato team (tre autori e un prefatore) nel 2013 della raccolta Il Blu e il Nero. Ora i quattro moschettieri (come amano dipingersi grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale) sono autori a otto mani del libro Atalontani di Edizioni Bolis.

Il sottile parallelo con l’opera di Alexandre Dumas non è poi così peregrino, dato che lo scrittore ottocentesco fu anche autore del Grande Dizionario di Cucina. E non ci vuole l’intelligenza artificiale per intuire che la genesi di Atalontani è stata sicuramente a tavola, così come è ben chiaro che il vero focus del volume è la passione (dire tifo è riduttivo) per l’Atalanta. Nel libro ciascun autore propone, con indubbia efficacia, una storia intrisa di umanità e colore, che non può che essere nerazzurro. Storie e amori accomunati da un senso di appartenenza che solo quelle maglie sudate sempre (o quasi, i tempi sono quelli che sono) sanno dare.
«L’invito dei “Moschettieri”, quattro amici di penna e forchetta che hanno dato vita a questo libro, curioso quanto gradevole, a descrivere il loro lavoro – scrive l’ex atalantino Domenico Marocchino nella prefazione -, mi ha gratificato e, al tempo stesso, mi ha intenerito il cuore. Non posso certo dimenticarmi di Bergamo e dei bergamaschi, città bellissima e gente vera, non solo laboriosa. Io ci capitai nel campionato ’78-’79, torneo ahimè sfortunato, seguendo lo stesso percorso di Bodini, Cabrini e Prandelli: si passava dalla Cremonese all’Atalanta per approdare poi alla Juventus».

I protagonisti delle diverse storie sono Adriana Civas, ragazza barese, nipote di ferroviere; Carlo Ubbiali, capitano dei carabinieri, bergamasco di stanza a Menaggio; Elvio Caudano, professore di liceo fuggito dalla scuola nell’alta Langa di Murazzano; Rodrigo Diaz, ex rappresentante di commercio stabilitosi a Pamplona. Quattro personaggi che più diversi non si potrebbero immaginare, ma uniti dall’amore per l’Atalanta, che vivono ognuno a proprio modo, ma tutti con l’intransigenza delle passioni coltivate da lontano e per sempre.
«Atalontani è un libro da leggere – scrive ancora Marocchino nella prefazione – le pagine scorrono via che è un piacere, e da conservare. Magari da regalare». Fra le righe emergono la Coppa Italia del 1963 e l’Europa League del 2024, ma anche tanti episodi che per gli atalantini diventano dolce, infinito amarcord. Il volume Atalontani è disponibile nelle librerie, su Amazon e su edizionibolis.it. Il Paradiso non può attendere, in questa lettura sarete davvero… i benvenuti.