Perché la Dea è stata deferita? E si aspetta la decisione Uefa

Perché la Dea è stata deferita? E si aspetta la decisione Uefa
Atalanta 09 Giugno 2018 ore 09:40

Si parla poco (ovviamente) di calcio giocato e molto (ovviamente) di calciomercato, ma in questi ultimi giorni i temi che interessano l’Atalanta e i suoi tifosi sono anche legati alla giustizia sportiva. Il Milan attende la decisione della Uefa mentre l’Atalanta è stata toccata da un deferimento abbastanza singolare e dunque gli appassionati sono in attesa di decisioni chiare su entrambi i fronti. Facciamo il punto della situazione e vediamo cosa può accadere.

 

 

Il Milan attende la Uefa, decisione il 19? Il Milan aspetta di incontrare la Uefa per la decisione finale sul fair-play finanziario violato nel triennio 2014-2017. Il rischio, concreto e da più parti ventilato seppur soltanto a livello di mere indiscrezioni, è quello che i rossoneri vengano esclusi dalle coppe con conseguente promozione dell’Atalanta ai gironi di Europa League e l’ingresso della Fiorentina nel tabellone dei turni preliminari al via il 26 luglio. Dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto sportivo, la decisione è molto importante per tutti. Secondo le ultime voci, i dirigenti rossoneri potrebbero essere ricevuti a Nyon il prossimo 19 giugno, ma quel giorno nella sede della Uefa sono in programma anche i sorteggi che riguardano proprio il secondo turno preliminare, quello che dovrebbe disputare l’Atalanta. Si dice che i legali del Milan puntino a far ribaltare tutto dal Tas di Losanna (ultimo tribunale disponibile cui appellarsi), ma la procedura d’urgenza richiede tempo e si arriverebbe ad avere una decisione definitiva solo a fine giugno con l’avvio del ritiro orobico programmato, a oggi, per l’1 luglio.

Perché al Milan converrebbe l’esclusione. Il Milan è già stato bocciato due volte nei “patteggiamenti” possibili (Voluntary e Settlement Agreement), la logica lascia immaginare che i cinque giudicanti della Uefa stavolta potrebbero anche optare per la mano pesante e l’esclusione dei rossoneri dall’Europa League sarebbe, paradossalmente, il male minore per il club meneghino. Se dovesse avverarsi questo scenario, al Milan resterebbe aperta la possibilità di fare mercato e rinforzarsi per provare un’altra scalata alla Champions League nella stagione 2018/2019. Se invece il Milan venisse punito con una multa salatissima e con il blocco del mercato, Fassone e Mirabelli si troverebbero nella condizione di non poter migliorare una rosa che l’anno scorso è arrivata sesta in classifica e difficilmente il Milan potrebbe tornare nel giro Champions e aumentare quei ricavi necessari per coprire i buchi di bilancio. L’Atalanta, società sana e con un modello di business completamente diverso, resta alla finestra consapevole di dover gestire questa attesa preparandosi al doppio, diversissimo, scenario.

 

 

Atalanta e Perugia deferite, di cosa si tratta. La novità di venerdì 8 giugno riguarda infine il deferimento di Atalanta e Perugia per il trasferimento del difensore Mancini e del portiere Santopadre dagli umbri alla Dea. Secondo l’accusa della Figc, il Perugia avrebbe agito in modo da abbassare la quota di cessione di Mancini (su cui la Fiorentina, vecchia proprietaria del cartellino, vantava una percentuale del cinquanta per cento di diritti sulla rivendita) alzando invece quella di Santopadre. E siccome l’Atalanta ha comprato, di riflesso i dirigenti e la società orobica sono stati deferiti. In attesa di tutte le verifiche del caso e sottolineando che in libero mercato esiste la sacrosanta possibilità di stabilire i prezzi senza nessun vincolo di legge, ci limitiamo ad alcune osservazioni. Punto primo: le operazioni con il Perugia fatte a gennaio 2017 sono in totale tre (Mancini, Santopadre e Fazzi) e sono avvenute in momenti diversi: come mai se ne contestano solo due? Punto secondo: se l’Atalanta avesse pagato trecentomila euro Mancini e un milione Santopadre e non viceversa, che vantaggio avrebbe avuto visto che l’esborso economico non cambia? E ancora, punto terzo: l’Atalanta con la Fiorentina aveva in ballo il riscatto di Sportiello, perché fare uno sgarbo per poche centinaia di migliaia di euro con il rischio di incrinare i rapporti? Punto quarto: il rischio ora è di una multa (tutti gli altri discorsi sono fuori da ogni logica) ma una società come l’Atalanta che fattura 147 milioni di euro può pensare di fare magheggi strani per cifre di questo tipo? Punto quinto: Luca Percassi non è il presidente dell’Atalanta, se l’errore fosse anche nel dispositivo ufficiale il vizio di forma sarebbe evidente.

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