Atalanta
L'editoriale di Xavier Jacobelli

Bentornato Ilicic, il bastone e la carota di Gasp funzionano

Bentornato Ilicic, il bastone e la carota di Gasp funzionano
Atalanta 17 Ottobre 2021 ore 18:38

di Xavier Jacobelli

Fra i diversi modi a disposizione per festeggiare i suoi 114 anni, l’Atalanta ha scelto il migliore. Il 4-1 di Empoli esalta la resilienza della squadra in piena emergenza infortuni (Hateboer, Gosens, Pessina, Djimsiti, con Toloi che accusa una ricaduta a partita in corso). Una squadra più forte anche delle eliminatorie mondiali sudamericane e dei faticosi voli di rientro dei suoi nazionali; una squadra capace di ritrovare Ilicic formato Valencia e di nuovo in gol in Serie A dopo sei mesi, con Zapata che si unisce alle celebrazioni della Dea segnando il gol n.100 nel massimo campionato, primo colombiano capace di tanto.

Dopo otto giornate, l’Atalanta ha lo stesso numero di punti (14) e la stessa differenza reti (+4) con la lusinghiera differenza di essere pure in testa al girone di Champions League. E questo, nonostante tutte le difficoltà registrate dall’inizio della stagione e ben note a chi ama la Dea. Eppure, il Gruppo Gasperini continua a confermarsi all’altezza delle aspettative scaturite dalla crescita esponenziale di questi anni e culminata con i tre terzi posti consecutivi e le tre consecutive qualificazioni alla Champions League. Proprio nel giorno del centoquattordicesimo compleanno bisogna ricordare sempre da dove sia partita l’Atalanta e dove sia stata capace di arrivare. Ecco perché steccano i Nasi Storti che in queste settimane sono spuntati qua e là sotto Città Alta, come se l’Atalanta dovesse vincere ogni partita, come se un pareggio fosse un dramma e la sconfitta con il Milan (e che Milan! Chiedere al Verona), sia stata una tragedia. Gufi e prefiche possono mettersi il cuore in pace.

A Empoli, dove Ilicic ha pure sparato in città il rigore della sua tripletta, per larghi tratti si è rivisto il gioco spumeggiante di inconfondibile marca gasperiniana. Se la gara del Castellani doveva essere la prova generale per l’Old Trafford, la prova è stata superata in scioltezza: il confronto con il Manchester United sarà il nuovo esame di maturità internazionale che aspetta i nerazzurri, ormai adusi a questi stress test.

Conforta il ritorno di Ilicic ai livelli di due anni fa: le tre reti segnate in due partite con la Slovenia l’hanno corroborato; evidentemente funzionano il bastone e la carota di Gasperini che in questi anni ha dimostrato di sapere come si prende la Nonna di Zingonia che, se avesse anche la continuità di rendimento oltre ai colpi di un campione vero esibiti al Castellani, concorrerebbe per il Pallone d’Oro. Ma se Josip è quello di Empoli, va bene così. Va benissimo.