La questione

Accademia Carrara, il caso bistrot arriva in Consiglio: Gandi replica all’opposizione

Il vicesindaco: «Solo un servizio per i visitatori, non per aumentare il pubblico». Ricavi sotto gli 800 mila euro e Fondazione già al lavoro per il nuovo gestore

Accademia Carrara, il caso bistrot arriva in Consiglio: Gandi replica all’opposizione

Il vicesindaco Sergio Gandi replica all’interpellanza urgente presentata dai consiglieri di opposizione Ida Tentorio (Fratelli d’Italia) e Alberto Ribolla (Lega), in cui venivano chiesti lumi sulla nuova gestione del bistrot attiguo all’Accademia Carrara.

Nell’interrogazione, i consiglieri hanno espresso la volontà di ricevere chiarimento in merito agli investimenti per la realizzazione del bistrot, gli introiti dell’attuale gestioni, i risultati per l’Accademia in termini di interesse dei visitatori e gli intendimenti principali del nuovo, prossimo contratto.

Lo scopo del bistrot è «fornire ai visitatori un servizio aggiuntivo»

«Va chiarito, innanzi tutto, che lo scopo della realizzazione del bistrot nell’ambito dei giardini PwC esterni all’Accademia Carrara non è il “rafforzamento dell’attrattività culturale e l’aumento dei visitatori” del museo, dal momento che questi obiettivi vengono perseguiti, come è ovvio, con la programmazione dell’Accademia», ha esordito Gandi.

L’obiettivo prioritario della realizzazione del bistrot, ha aggiunto il vicesindaco, è invece «la possibilità di fornire ai visitatori del museo un servizio aggiuntivo», che – spiega – «non è affatto di dimensioni significative, come si legge nel testo dell’interrogazione, ma prevede la presenza di soli 30-35 coperti».

Nell’interpellanza i consiglieri hanno evidenziato anche i «procedimenti giudiziari sui permessi di costruirlo»: criticità che, secondo Gandi, «nascono unicamente dalle iniziative polemiche, con ricadute anche in sede giudiziaria, che la famiglia Piccinelli, per ragioni esclusivamente proprie, ha costantemente proposto, sin dall’apertura, nei confronti della Fondazione, dei gestori del bistrot e, giocoforza, nei riguardi dell’amministrazione in relazione all’attività di mera ristorazione, che nel bistrot viene svolta».

«I ricavi del 2025 non hanno superato gli 800 mila euro»

Gandi ha poi snocciolato i dati richiesti, relativi a introiti, ricevi e la loro articolazione. «Il contratto con Finlatt è stato sottoscritto dalla Fondazione Carrara in data 31 agosto 2023, ma la consegna dei locali è avvenuta, a causa dei ritardi del cantiere, alcuni mesi dopo il termine previsto, nel settembre 2024. Il primo anno intero di gestione a opera di Finlatt è stato, quindi, il 2025».

Premesso il canone di contratto di 40 mila euro, «la quota aggiuntiva posta a carico di Finlatt in caso di superamento della soglia di 800 mila euro di ricavi non è scattata», poiché non è stata raggiunta. «Quanto al canone di locazione richiesto, è in linea con i canoni di mercato, alla luce del fatto che la superficie del bistrot non è di 940 mq ma di soli 175 mq coperti, di cui 80 mq relativi a cucina, bar, servizi e soltanto 95 mq destinati ai tavoli». A questi si aggiunge l’area esterna, di altrettanti 170 mq circa.

«Dati – aggiunge Gandi – totalmente differenti da quelli erroneamente indicati nell’interrogazione. Il riferimento alla superficie di 940 mq comprende anche tutta l’area esterna di accesso al bistrot con ingresso da via Noca, non utilizzabile per l’attività». Quanto agli investimenti sostenuti, «Fondazione Accademia Carrara ha effettuato uno complessivo di 546.893 euro relativo, in particolare, al completamento degli impianti del giardino, l’acquisto di mobili, arredi e attrezzature relativamente al bistrot».

Investimento sostenuto dalla Fondazione «con risorse proprie e con la sponsorizzazione, in particolare, di PwC, a cui sono stati intitolati i giardini». A questi si aggiungono il contributo di Regione, di 1,6 milioni di euro, e del Comune di Bergamo, per 1,2 milioni. Per quanto riguarda i visitatori del museo, Gandi segnala dati positivi con un incremento nel 2025: da 75 mila a 84 mila l’anno.

«Nuova gestione secondo i canoni di qualità ed efficienza»

Infine, sul tema cloud dei giorni scorsi: la ricerca di un nuovo gestore per il bistrot. «Fondazione, in vista della scadenza, a metà settembre, del contratto con Finlatt, ha avviato la ricerca di un nuovo partner che possa garantire continuità nella gestione secondo i canoni di qualità e di efficienza del servizio offerto al pubblico, che hanno contraddistinto l’attuale gestione sino a oggi».

«Considerato lo stato di salute dell’Istituzione, non vi sono elementi di criticità, né sussistono responsabilità di nessuno all’interno della Fondazione che debbano essere accertate o che debbano determinare l’amministrazione a rivedere le proprie valutazioni e decisioni inerenti al museo. Né vi sono ragioni per rivedere l’entità del contributo che annualmente l’amministrazione comunale eroga alla Fondazione affinché, unitamente ai contributi dei soci e dei sostenitori privati, sia impiegato nella tutela, custodia e valorizzazione del patrimonio del museo, nonché nella gestione e promozione della sua attività culturale e scientifica».

«Anche in questo caso – conclude Gandi – si ha l’impressione che lo sguardo critico nei confronti della Fondazione si concentri su profili relativi a servizi complementari (e, nell’ambito di essi, a temi regolamentari o edilizi) e perda di vista l’essenza vera dell’attività della Fondazione, di altissimo valore scientifico e culturale, che essa ha svolto e continua a svolgere nell’interesse dei cittadini e della nostra comunità».