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Cinque cose su Atalanta-Genoa 0-0 (e dintorni): poca Dea, ancor meno Genoa in una brutta partita

Un pareggio che serve a poco e non esalta. La squadra nerazzurra appare spenta e stanca e non sembra riuscire più a vincere

Cinque cose su Atalanta-Genoa 0-0 (e dintorni): poca Dea, ancor meno Genoa in una brutta partita

Poche emozioni, poco divertimento, pochi punti e poca Atalanta. Il lento trascinarsi del finale di stagione continua inesorabile, la Dea fa troppo poco per battere un Genoa organizzato e ben messo in campo incappando in un altro pareggio, questa volta per 0-0.

Trovare motivazioni, punti e autostima

Il mantra, in avvio, assomiglia molto più a un tentativo di automotivarsi che alla reale percezione di quello che c’è in questa Atalanta. Per non trasformare in una agonia le quattro gare di maggio che chiuderanno il campionato servono motivazioni, punti e autostima. Qualcosa che nelle ultime settimane è mancato su tutta la linea, ma che è ciò che serve per non limitarsi a tirare a campare, indipendentemente dalla caratura delle avversarie e dalle necessità di classifica. Sembrano dettagli, ma non è così: la testa viene prima di tutto.

Qualche vuoto sugli spalti, settore ospiti frizzante

Il penultimo turno interno di campionato, sarà per il ponte o magari per l’ennesimo anticipo di sabato sera, ma qualche piccolo vuoto sugli spalti lo evidenzia. Parallelamente, nel settore ospiti i liguri, come al solito, riempiono tutto lo spazio a disposizione con una serie infinita di bandieroni e sostenendo il Grifone fin dal riscaldamento. Toccante il minuto di raccoglimento per Alex Zanardi, scomparso nella giornata di oggi (2 maggio) dopo anni difficili.

Prima volta dall’inizio con le due punte (in campionato) per Palladino

La scelta di De Ketelaere alle spalle di Scamacca e Krstovic dal primo minuto è la novità di formazione regalataci da Palladino, che aveva già proposto le due punte nella ripresa della gara di Cagliari e, unico altro precedente al primo minuto, contro il Bayern Monaco. Una soluzione auspicabile e auspicata da più parti, soprattutto adesso che in campionato c’è poco da conquistare in attesa di capire se il settimo posto varrà o meno la Conference League. De Rossi invece schiera un Genoa a specchio (3-4-1-2) senza Malinovski (unico ex) e con Vitinha a supporto di Ekhator e Colombo.

Primo tempo confuso e con poche emozioni

La Dea, nella prima frazione di gioco, non riesce a organizzare grandi manovre e spesso va in confusione dalla metà campo in su. Scamacca non scala a destra, Krstovic è volenteroso ma non trova spazi e la sensazione è che una bella fetta dei calciatori mandati in campo abbia la spia della riserva accesa. Le emozioni sono poche, Krstovic ci prova in avvio e nel finale di frazione, il Genoa è ficcante quando riparte, ma di pericoli veri dalle parti di Carnesecchi non ne arrivano e lo 0-0 all’intervallo è tanto noioso quanto giusto. Purtroppo.

Qualcosa in più, ma ancora niente vittoria

Dopo il riposo, l’Atalanta prova a costruire qualcosa di più. I nerazzurri al 63’ si mangiano il gol del vantaggio con Raspadori (subentrato a Scamacca) che calcia addosso a Bijlow dopo un destro ribattuto male di Ederson; poi lo stesso numero 18 colpisce la traversa con una bella conclusione da fuori area (79’). Alla fine, lo 0-0 fotografa in modo preciso la partita e l’Atalanta di questo finale di stagione: la squadra appare svuotata, poche le fiammate e tante le pause. Una squadra stanca, come “stanca” appare questa discesa del sipario sul campionato.

Atalanta-Genoa 0-0

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti (57’ Hien), Ahanor; Zappacosta, Ederson, De Roon (76’ Pasalic), Zalewski; De Ketelaere (76’ Samardzic); Krstovic, Scamacca (57’ Raspadori). All. Palladino

Genoa (3-4-1-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigaard, Vasquez; Ellertsson, Amorim (70’ Messias), Frendrup, Sabelli (86’ Martin); Vitinha (86’ Masini); Ekhator (70’ Malinovskyi), Colombo (56’ Ekuban). All. De Rossi.

Arbitro: Pezzuto di Lecce

Ammoniti: 19’ Amorim (G), 64’ Ederson (A), 78’ Krstovic (A)