Qualche analisi

Cinque cose su Atalanta-Mantova 1-1, la seconda amichevole stagionale della Dea a Zingonia

Ovviamente nessun verdetto sulla squadra che verrà, ma il match al Centro Bortolotti ha offerto spunti interessanti, da Gaetano a mister Sarri

Cinque cose su Atalanta-Mantova 1-1, la seconda amichevole stagionale della Dea a Zingonia

Foto Atalanta.it

Per chi si ferma al risultato, forse le prossime considerazioni sono superflue e c’è stato poco di interessante in Atalanta-Mantova 1-1. Noi però abbiamo cercato spunti e proviamo a rifletterci con voi negli abituali cinque punti post partita, utili per inquadrare al meglio quel che è successo. E il momento della Dea, soprattutto.

Buone sensazioni da Gaetano

C’è chi lo critica a prescindere perché – dicono – “non si può arrivare al 23 luglio con solo Gaetano portato a casa”. Ma c’è anche chi ha osservato le partite. E se guardi le partite appare scontato e palese quello che sta cercando di fare Sarri con lui. L’ex Cagliari contro il Mantova ha giocato praticamente solo a due tocchi e palla a terra. Ha recuperato palloni e riavviato l’azione. Il primo tempo ha messo in mostra un’Atalanta in completo controllo delle operazioni. Che con il lavoro migliorerà ancora. Buone sensazioni.

La qualità di Samardzic

Il centrocampo a tre di Sarri, in questo momento, è in mano a Gaetano, Samardzic e Zalewski. Il serbo ha segnato uno splendido gol su punizione, ne ha sfiorato un altro e soprattutto, contro un Mantova che nel primo tempo si è quasi solo difeso, ha trovato spazio e modo di essere incisivo palla al piede, con qualità e fraseggi anche nello stretto che hanno permesso alla squadra di andare in superiorità numerica in diverse zone del campo.

Due centravanti, zero tiri in porta

La nuova Atalanta di Sarri, in questo momento, è un cantiere aperto. In campo si vede che i giocatori stanno attenti alla linea, cercano compattezza, ma ancora non alzano il baricentro con continuità. Risultato? Krstovic nel primo e Scamacca nel secondo spesso sono dovuti arretrare fino a centrocampo, finendo per non produrre nulla là davanti. Tutto prevedibile in una fase in cui stai ancora assimilando i concetti tattici del mister e cerchi prima di tutto di non sbagliare scelte e movimenti. Ma è un dato di cui tenere conto.

Esperimenti e giovanotti

È giusto sperimentare, dare spazio ai più giovani e cercare di capire chi è futuribile e chi invece no. Certo, il rischio è di sbagliare, ma questa fase della stagione è quella perfetta per certi tipi di valutazioni. Un esempio? Levak. Il ragazzo ha giocato un tempo al posto di Gaetano, non ha brillato, ma per i giovani restare in campo con i più grandi permette di costruirsi un bagaglio importante per il futuro. A lungo termine, ma anche a breve.

Sarri a bordocampo, sorpresi fino a un certo punto

Nella distinte ufficiali, il suo nome c’era. Eppure Maurizio Sarri ha deciso di rientrare subito a Zingonia dopo che in mattinata, in Toscana, si sono tenuti i funerali dell’amato padre. Nel tardo pomeriggio si è ripresentato al Centro Bortolotti e questo dimostra quanto l’uomo sia attaccato al suo lavoro. Una scelta che, conoscendo un po’ l’uomo, non sorprende. Per Maurizio Sarri, il campo e la squadra sono qualcosa di estremamente importante.