Pareggio senza reti

Cinque cose su Atalanta-Hapoel Tel Aviv 0-0 (e dintorni): parola d’ordine? Fatica, tanta fatica…

La squadra nerazzurra è in costruzione e s'è visto. Gli israeliani si sono confermati insidiosi, ma anche tecnicamente limitati

Cinque cose su Atalanta-Hapoel Tel Aviv 0-0 (e dintorni): parola d’ordine? Fatica, tanta fatica…

Foto di Atalanta.it

Che non sarebbe stata semplice lo aveva anticipato anche Sarri alla vigilia. Senza un miracolo di Carnesecchi nel primo tempo forse saremmo qui a scrivere addirittura di una sconfitta, con la Dea che, contro l’Hapoel Tel Aviv, qualche occasione l’ha costruita (diverse parate rilevanti del portiere ospite Tzur) ma che alla fine chiude sullo 0-0.

La qualificazione alla League Phase di Conference League, quindi, si deciderà settimana prossima sul neutro di Miskolc, in Ungheria, campo neutro in cui giocano gli israeliani.

Bergamo blindata, allo stadio quasi 1.500 israeliani

Fin dal mattino Bergamo è stata interessata da un livello di attenzione e di controllo di polizia decisamente elevato. Per fortuna, non è successo praticamente nulla: gli ospiti, quasi 1.500 tra settore ospiti e Tribuna Centrale, sono arrivati in zona stadio già molto prima delle 18 e a oltre un’ora dal match stavano già saltando e cantando sotto la pioggia. Il presidio dei ProPal in via Suardi si è fatto vedere e sentire, ma qualche decina di manifestanti, controllati a vista dalle forse dell’ordine, non ha creato nessun tipo di problema. Bene così.

Calcio d’agosto? No, inizia il calcio vero

Il 20 agosto è calcio estivo solo per il calendario. Atalanta-Hapoel Tel Aviv segna l’inizio del calcio vero, quello dei punti e dei risultati che pesano. Non è ancora finito il mercato, ma si è chiuso il periodo delle amichevoli, ora per la Dea ci sono quattro partite in dodici giorni, tutte con palio qualcosa di importante. Chiaramente l’Atalanta è ancora in costruzione, ma da adesso in avanti gli errori costano più caro e bisogna cercare di sbagliare il meno possibile. E gli errori, seppur legittimi e comprensibili, devono essere compensari da altrettante cose fatte bene. Perché è così che si costruiscono i risultati.

Conferme per la Dea, fuori Turiel nell’Hapoel

Le scelte iniziali sono nel solco di ciò che Sarri aveva anticipato in conferenza: giocano gli stessi del Trofeo Bortolotti, ovvero quegli elementi che lavorano in gruppo fin dai primi giorni, a parte un paio di eccezioni, cioè Kossounou e capitan Ederson. La novità più importante è nella formazione israeliana: Turiel (attaccante in gol sia all’andata che al ritorno contro il Katowice) non va nemmeno in panchina e al suo posto gioca il nuovo acquisto Owusu, classe 2006 prelevato dalla Stella Rossa. Atalanta in campo con il 4-3-3, Hapoel schierato con il solito 4-2-3-1.

Primo tempo: qualche iniziativa e il solito grande Carnesecchi

La prima frazione di gioco vede la Dea cercare di costruire di gioco con la ragnatela di passaggi che caratterizza la manovra di Sarri, ma gli automatismi non sono ancora quelli dei giorni migliori e quindi di azioni degne di questo nome non se ne vedono. I bergamaschi hanno comunque un paio di buone opportunità con Scamacca (36’) e Raspadori (44’), ma il vero miracolo della prima frazione lo compie Carnesecchi al 24’: palla dentro dalla sinistra alle spalle di Kossounou, Scalvini zoppica (è infortunato) e non riesce a contenere la corsa di Boateng, che solo davanti al portiere nerazzurro si fa ipnotizzare e gli scaraventa addosso il pallone del vantaggio.

Secondo tempo con tante difficoltà, al 90’ è 0-0

Nella ripresa le difficoltà aumentano con il passare dei minuti, perché la condizione fisica cala e gli avversari si chiudono ripartendo poi in velocità. Dalle parti di Carnesecchi di grandi pericoli non se ne vedono – l’Hapoel ha evidenti limiti tecnici -, mentre in area degli israeliani Krstovic ha delle buone occasioni (67’ e 89’) prima della doppia respinta di Tzur che al 91’ disinnesca prima il colpo di testa ancora di Krstovic e poi Raspadori sulla ribattuta. Per passare i play-off di Conference l’Atalanta dovrà dunque vincere in Ungheria: non sarà semplice, la formazione israeliana è insidiosa e i nerazzurri sono ancora in costruzione, ma Sarri lo aveva detto. Si gioca sui 180′ e gli altri 90′ sono ancora tutti da vedere.

Atalanta-Hapoel Tel-Aviv 0-0

ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova, Kossounou, Scalvini (26’ Kristensen), Bernasconi; Samardzic (79’ Pasalic), Gaetano, Ederson; Zalewski (79’ Cassa), Scamacca (63’ Krstovic), Raspadori. All. Sarri.

HAPOEL TEL-AVIV (4-2-3-1): Tzur; Coco (89′ Piven), Mayembo, Chico, Leidner; Falcao, Kraev; Owusu (63’ Buskila), Altman (63’ Silva), Alkoukin(89′ Lemkin); Boateng (75’ Dappa). All. Barda.

Arbitro: Rojas (Spagna)

Ammoniti: 32’ Kraev (H), 48’ Raspadori (A), 54’ Altman (H).