Arrivederci Europa

Cinque cose su Bayern Monaco-Atalanta 4-1: troppo Bayern per la Dea, che saluta la Champions

Dopo l'1-6 dell'andata, altra batosta per i nerazzurri, che però giocano una partita dignitosa e si prendono gli applausi dei tifosi saliti in Bavaria

Cinque cose su Bayern Monaco-Atalanta 4-1: troppo Bayern per la Dea, che saluta la Champions

Tra andata e ritorno, i bavaresi hanno vinto con largo margine (10-2) e non è mai stata in discussione la loro qualificazione. In Germania la Dea ha comunque giocato una partita dignitosa, tenendo il campo bene e riuscendo a trovare anche un gol di Samardzic nel finale. Si chiude così l’avventura europea per questa stagione contro una squadra che, vista dal vivo anche a Monaco di Baviera, fa semplicemente impressione.

L’arrivo, le birre, MarienPlatz e la metro condivisa

Il centro del mondo atalantino a Monaco di Baviera è stata MarienPlatz. Chi è arrivato in treno, chi si è mosso in autonomia e chi è stato portato in Baviera dai bus organizzati ha riempito le birrerie del centro storico. In città ce ne sono sette che producono birra secondo una ricetta di circa 520 anni fa, dunque nessuna difficoltà a trovare il gustoso “nettare” a base di malto e luppolo, ovviamente con bicchieri da un litro portati in giro.

Il bello è che, in un giorno di sciopero che ha bloccato quasi tutto il trasporto pubblico, per andare allo stadio è rimasta attiva la metro U6 e nei vagoni, pieni zeppi già alle 17.30, hanno viaggiato mischiati gli appassionati nerazzurri e quelli tedeschi, che si sono “affrontati” a colpi di cori. Divertiti i volti di chi stava semplicemente tornando a casa, distesi gli animi di tutti e un piacere per gli occhi di chi scrive.

Impianto da sogno, afflusso ordinato e panorama mozzafiato

Una volta usciti dalla metropolitana, la camminata verso l’Allianz Arena è un continuo scoprire scorci di uno stadio che più lo guardi e più ti lascia senza parole. Tutto è molto ordinato e tranquillo, nonostante alle 18 ci siano già migliaia di tifosi in movimento. Le file ai cancelli sono lunghe ma composte, i controlli degli addetti rigorosi ma gentili, con un sorriso a ogni suono del metal detector: la sensazione è che nulla venga lasciato al caso in un impianto pieno di cose belle, oltre che abituato alla presenza di migliaia di tifosi sia di casa che in trasferta. Una volta sbucati in tribuna, che sia quella per la stampa o il settore ospiti, il verde del campo che contrasta con il grigio, il rosso e il blu delle tribune completano un colpo d’occhio davvero incredibile.

Sette cambi (portiere compreso) rispetto all’Inter

Che ci fosse aria di cambiamenti era abbastanza chiaro, quanto potesse poi essere profondo l’intervento di Palladino era invece da scoprire e alla fine il tecnico ha cambiato più di metà squadra rispetto alla sfida contro l’Inter. Oltre a Sportiello per Carnesecchi, infatti, ci sono Kossounou per Kolasinac e Hien per Djimsiti, in mezzo Ederson per de Roon e Bellanova per Zappacosta, con Sulemana e De Ketelaere invece di Zalewski e Samardzic. In panchina torna a disposizione Raspadori e pronto a entrare (per pareggiare il record di presenze di Bellini a quota 435) c’è pure de Roon. Le scelte, con un Bayern che qualcosa cambia e rimette Kane titolare (45 gol e 5 assist in 38 partite…), sono logiche pensando al risultato dell’andata e ai prossimi impegni in Serie A.

La Dea tiene, un rigore (ripetuto) di Kane fissa l’1-0

La gara inizia con la Dea che prova subito a spingersi in avanti, ma ben presto il pallino del gioco passa in mano ai padroni di casa, che al riposo sono 12-2 nelle conclusioni tentate. L’unica occasione degna di questo nome per i nerazzurri arriva al 44’, con Pasalic che su torre di Scalvini impegna Urbig. Il resto del taccuino è invece, come al solito, appannaggio della squadra bavarese. Il gol del vantaggio arriva su rigore di Kane: giusta la chiamata al Var per fallo di mano di Scalvini (22’), con Sportiello che prima para in tuffo la conclusione del bomber inglese e poi deve soccombere sulla ripetizione (anche questa giusta, i piedi del 57 nerazzurro non erano sulla linea) che porta al 46° gol stagionale dell’inglese. Un cannibale.

Nella ripresa il Bayern apre i rubinetti e arriva la goleada

Rispetto alla sfida della settimana scorsa a Bergamo, nella ripresa la Dea prova a creare qualche pericolo in più, ma tra il 54’ e il 56’ la potenza del Bayern si abbatte sui nerazzurri: prima Kane si libera in mezzo a due con una magia e scaraventa all’incrocio la palla del 2-0, poco dopo palla persa da Bellanova e Luis Diaz rifinisce per Karl il pallone del 3-0. La gara è finita, i cambi permettono a de Roon di appaiare Bellini a quota 435 presenze con l’Atalanta e ad altri elementi della rosa di mettersi in mostra.

Nel finale la Dea costruisce ancora qualcosa con Bernasconi e Pasalic, ma al 70’ la ripartenza di Karl per Luis Diaz è letale (palla persa di Scamacca, intervento mancato di Kossounou) e vale il 4-0, con Samardzic che segna il punto del 4-1 con un colpo di testa preciso sul secondo palo. Finisce quindi con due sconfitte in due partite agli ottavi contro la corazzata Bayern Monaco l’avventura in Champions League 2025/26 dell’Atalanta. Difficile chiedere di più e giocatori della Dea comunque meritevoli di applausi per il percorso fatto.

Bayern Monaco-Atalanta 4-1

Reti: 25’ rig. e 54’ Kane (B), 56’ Karl (B), 70’ Diaz (B), 85’ Samardzic (A)

Bayern Monaco (4-2-3-1): Urbig; Stanisic (73’ Pavic), Tah, Kim, Bischof (73’ Gnabry); Goretzka, Pavlovic (56’ Ofli); Karl, Guerreiro (83’ Ito), Luis Diaz; Kane (73’ Jackson). All. Kompany

Atalanta (3-4-2-1): Sportiello; Kossounou, Hien, Scalvini (83’ Ahanor); Bellanova, Pasalic, Ederson (58’ De Roon), Bernasconi; De Ketelaere (58’ Samardzic), Sulemana (72’ Raspadori); Scamacca (72’ Krstovic). All. Palladino

Arbitro: Bastien (Francia)