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Cinque cose su Cagliari-Atalanta 3-2 (e dintorni): brutta sconfitta, i sardi hanno vinto con merito

I nerazzurri vanno subito sotto di due reti, rimontano con Scamacca e poi prendono il terzo gol. Poche idee, poca grinta, una squadra spenta

Cinque cose su Cagliari-Atalanta 3-2 (e dintorni): brutta sconfitta, i sardi hanno vinto con merito

Una sconfitta meritata, per l’atteggiamento soprattutto. Su certi campi devi andare con uno spirito diverso, con una voglia di battagliare fin dalle prime battute e con l’umiltà di accettare l’uno contro uno a tutto campo che gli avversari ti propongono. L’Atalanta esce invece sconfitta per 3-2 dall’Unipol Arena di Cagliari, perde contatto – probabilmente in modo definitivo – da Como e Roma e ora deve solo pensare a mantenere il settimo posto.

Le alghe al Poetto, il sole e i bergamaschi al seguito

Già sul volo del mattino per Cagliari, quello decollato poco dopo le 6.30, i colori nerazzurri la facevano da padrone. Poi, alle 12.15 (con partenza alle 13), se ne sono visti ancora e il pranzo in riva al mare di Cagliari ha confermato le attese, ma anche stupito un po’: la spiaggia, popolata e con tante persone a prendere il sole, non è nella sua versione migliore, con tante alghe a “sporcare” un po’ il suggestivo scorcio del Poetto e addirittura una barca a vela incagliata a riva a ricordare i giorni complicati della tempesta invernale.

I 362 appassionati orobici al seguito sono in giro per la città: già all’aeroporto c’era più polizia del solito e due bus di servizio con scritto “Stadio”, anche se si segnalano appassionati in viaggio pure con il traghetto nella traversata notturna. Una presenza così massiccia di sostenitori nerazzurri per un Cagliari-Atalanta alle 18.30 del lunedì è senza dubbio una notizia importante.

Nel giorno di Palestra senza Bernasconi (che ha finito la stagione)

Nel magazine distribuito allo stadio, Domus Rossoblù, la prima pagina è dedicata a Palestra, che rappresenta la nota più lieta del Cagliari di questa stagione, ma alla fine il ragazzo non scende in campo da titolare, mentre Bernasconi, l’altro esterno della Dea che si è fatto notare in questa stagione (in maglia nerazzurra), è fuori dai giochi per un brutto problema al ginocchio (lesione del collaterale) e probabilmente non tornerà prima del termine della stagione. Due ragazzi che rappresentano il futuro dell’Atalanta, ma che non partono titolari in una gara su un campo che nel recente passato ha regalato gioie, ma anche qualche dolorino, ai bergamaschi. Un esempio? Prima della clamorosa notte di Liverpool del 2024, l’Atalanta perse 2-1 contro i sardi.

Quattro cambi rispetto alla Lazio e Scamacca titolare

Sul campo dei sardi, contro un brutto cliente come Yerry Mina, Palladino sceglie Scamacca dal primo minuto invece di Krstovic, con Raspadori e De Ketelaere a supporto. Il 3-4-2-1 della Dea propone cambi in mezzo al campo (Pasalic per Ederson e Bellanova per Bernasconi) e davanti (Raspadori per Zalewski e il già citato Scamacca per Krstovic), contro un Cagliari sorprendente per le scelte di Pisacane, più difensive che altro.

Primo tempo folle, Scamacca risponde a Mendy (2-2)

Pronti, via e l’Atalanta è sotto 2-0. Il classe 2007 Mendy (scelto a sorpresa come centravanti titolare da Pisacane) prima sorprende con un colpo di testa a centro area (difesa addormentata, 17” passati sul cronometro) e poi risolvendo una mischia in area su calcio d’angolo (8’), per un doppio colpo che poteva costare davvero carissimo. A metà del primo tempo i padroni di casa sfiorano pure il tris (salvataggio di Kolasinac su palla dentro per Deiola al 29’), ma nell’ultima parte del primo tempo la Dea risponde con Scamacca, che al 40’ scarica nell’angolo lontano un bel destro a giro e al 45’ segna su un cross basso di Scalvini. La prestazione nerazzurra è ampiamente negativa e il risultato è salvo solo grazie a due fiammate. La Dea sembra davvero lontana parente delle sue migliori versioni.

Subito Borrelli, poi Caprile salva tutto. Ma brutto atteggiamento

A inizio ripresa, errore di Scalvini, che viene superato troppo facilmente da Folorunsho in mezzo al campo, e poi gol di Borrelli per il 3-2 che resisterà fino alla fine grazie alle belle parate di Caprile (miracoloso l’estremo difensore dei sardi su Krstovic e Scamacca) e premia una squadra che ci ha creduto di più, ha lottato su ogni pallone e ha messo in campo un atteggiamento che l’Atalanta ha pagato diverse volte in questa stagione.

Il controllo del gioco, il possesso palla, la precisione dei passaggi e tutto quello che fa da contorno alle statistiche si scioglie come neve al sole se prendi tre gol, regali almeno altre due colossali occasioni per il 3-0 (nel primo tempo) e il 4-2 (nella ripresa) e perdi praticamente tutti i contrasti. Una sconfitta pesante per come è arrivata e per lo scarso agonismo messo in campo dall’Atalanta.

Cagliari-Atalanta 3-2

Reti: 1’ e 8’ Mendy (C), 40’ e 45’ Scamacca (A), 47’ Borrelli (C)

Cagliari (4-3-2-1): Caprile, Ze Pedro, Mina, Rodriguez (72’ Dossena), Obert; Adopo, Gaetano, Deiola (57’ Sulemana); Folorusho, Esposito (57’ Palestra); Mendy (46’ Borrelli, 77’ Belotti). All. Pisacane.

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac (73’ Kossounou); Bellanova (57’ Krstovic), De Roon (73’ Ederson), Pasalic, Zappacosta (57’ Zalewski); De Ketelaere (77’ Samardzic), Raspadori; Scamacca. All. Palladino

Arbitro: Sacchi di Macerata