Sconfitta... preziosa

Cinque cose sulla sconfitta in Olanda contro il Feyenoord che devono servire per crescire

Quando ti misuri con chi è più avanti di te nella preparazione succede di perdere. Ma l'Atalanta ha tenuto il campo e di indicazioni ne sono arrivate

Cinque cose sulla sconfitta in Olanda contro il Feyenoord che devono servire per crescire

Foto Atalanta.it

Nessuna sentenza, solo valutazioni. Nessuna stroncatura, ma prestazioni significative. L’Atalanta ha giocato ieri pomeriggio (2 agosto) a Rotterdam contro il Feyenoord, ha perso 2-1 e la prova è stata interessante sotto diversi punti di vista. Quello che manca è chiaro, ma qui proviamo ad andare un po’ oltre…

Calcio d’agosto? Certo, ma queste sfide pesano

Il Feyenoord inizia il campionato la prossima settimana, quindi ha almeno 15 giorni di vantaggio nella preparazione che si traducono in miglior condizione atletica e più attenzione tattica. In una gara dove il tasso agonistico non è mancato (anzi), la squadra nerazzurra ha saputo soffrire quando serviva e attaccare quando poteva. Con troppi errori, ma anche con qualche uscita meritevole di menzione. E uomini che stanno iniziando a far vedere cose interessanti vicino ad altri che invece non ci stanno riuscendo. Ecco perché queste gare pesano molto.

Sarri e le sue prove, non c’è più molto tempo

Anche in Olanda, Sarri ha fatto diverse prove. Di minutaggio, di posizione, di assetto. Difesa inedita con Zappacosta a destra e Ahanor a sinistra, Ederson e Samardzic mezzali e Sulemana a fare l’attaccante esterno sulla destra. Con Zalewski che, quando è entrato si è piazzato alto proprio a destra. Non hanno fatto tutti bene, non sono tutti al top, quindi c’è molto da rivedere. Il problema è che il tempo delle prove mangia quello dell’azione. Qualcuno deve uscire, perché non puoi avere 35 giocatori, ed è giusto iniziare a ragionare anche con l’orologio in mano.

Gaetano timido, De Roon… diverso: centrocampo decisivo

In cabina di regia, lì dove l’Atalanta deve trovare nuove soluzioni di manovra, si sono alternati Gaetano e de Roon. L’ex Cagliari si vede che non è sciolto, pare perfino un po’ timido. Ci sta, deve entrare nei meccanismi di una posizione che per Sarri è il fulcro del gioco. Qualche uscita palla a terra già si vede, ma non basta. Serve alzare il livello. Nella seconda parte di gara lì ha giocato De Roon, che può ricoprire quel ruolo, seppur con altre caratteristiche. Meno impostazione e più rottura, è la carriera di Marten a dirlo. Quindi come si interviene? Non è un dettaglio.

Krstovic e Scamacca, segnali positivi da entrambi

Nel primo tempo, Nikola Krstovic ha fatto di tutto. Palo in avvio, gol in chiusura e in mezzo una battaglia costante con tutti. Quando è entrato Scamacca, il livello agonistico si è un po’ abbassato, mentre sono aumentate le soluzioni tecniche: le due parate, prima sul colpo di testa e poi sul destro da fuori di Ernst sono entrambe meritevoli di menzione. Adesso si tratta solo di alzare il rendimento di entrambi: più partecipazione per Gianluca, più conclusioni per Nikola. La strada è comunque quella giusta.

Kossounou e Sportiello, i segnali vanno colti. Sempre

Non è andato ovviamente tutto bene: Samardzic e Zalewski si sono visti poco, Scalvini e Djimsiti hanno ballato e Bellanova continua a non fare buone prestazioni. Poi ci sono Kossounou e Sportiello, per i quali valgono ragionamenti opposti: l’ivoriano si è mosso bene e la sensazione è che debba solo trovare continuità, mentre il portiere non ha convinto e la papera sul gol del 2-1 del Feyenoord (uscita completamente sbagliata) non aiuta a far stare tutti tranquilli se dovesse venire un raffreddore a Marco Carnesecchi.